Caruso: «I mulini storici diventano beni culturali». Fondi anche a Cocquio

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MILANO – «Il progetto di legge approvato oggi (martedì 21 aprile, ndr.) dal consiglio regionale rappresenta un passo nella valorizzazione dei mulini storici lombardi. Con questa norma riconosciamo questi luoghi come veri e propri beni culturali, asset strategici per il presente e il futuro del territorio». Con queste parole, l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, ha commentato l’approvazione del provvedimento in consiglio regionale. La legge fa seguito al finanziamento per oltre 518.000 euro di una serie di interventi sui mulini storici del territorio. Presente, tra i Comuni interessati, anche Cocquio-Trevisago.

Luoghi di comunità

«La legge – ha sottolineato l’assessore – promuove il censimento e la conoscenza del patrimonio, incentiva il recupero e la riattivazione dei mulini e ne favorisce l’integrazione nelle politiche turistiche, culturali ed energetiche. Valorizza, inoltre, il patrimonio immateriale legato a saperi, pratiche e tradizioni». Non solo: «I mulini storici – continua Caruso – sono luoghi della comunità e presìdi di conoscenza. L’assessorato alla Cultura li sostiene da tempo con iniziative concrete». Tra queste, la festa transfrontaliera “Lo pan ner. I pani delle Alpi”, attiva dal 2026 e diventata esperienza di cooperazione culturale alpina e pratica di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale europeo».

Valorizzare la storia

«Con il bando Pnrr “Architetture Rurali” – ha aggiunto Caruso – abbiamo sostenuto diversi progetti dedicati ai mulini storici della regione. Gli interventi hanno riguardato i Comuni di Truccazzano (Milano), Cocquio-Trevisago (Varese), Prisco (Brescia) e Casaloldo (Mantova)». Nello specifico, gli oltre 518.000 euro sono stati destinati «alla valorizzazione dei mulini, all’introduzione di nuove attrezzature e a interventi di restauro conservativo, ma anche ad attività educative e formative rivolte a tutte le fasce d’età, per diffondere la consapevolezza del valore storico dei mulini».

Volano per il turismo

Sull’approvazione della legge è intervenuto anche il consigliere regionale Giacomo Zamperini (FdI): «Si tratta di una nuova legge necessaria per tutelare la nostra storia e rilanciare una cultura identitaria e sociale che può essere anche un volano per il turismo lento. Percorsi e itinerari mirati, come per le vie e le valli dei mulini, saranno attrattivi sia per i turisti, sia per chi vorrà riscoprire una realtà fatta di identità, radici e antiche tradizioni». «I mulini – ha concluso – sono parte della storia viva della Lombardia: luoghi di produzione, ma soprattutto di aggregazione sociale e di sopravvivenza delle comunità».

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