CASSANO MAGNAGO – A Cassano Magnago, lontano dai riflettori e nel più stretto riserbo, si è concluso il ritorno a casa di Umberto Bossi. Le sue ceneri sono state tumulate nel cimitero cittadino, nel luogo dove tutto era iniziato, ben prima dei raduni di Pontida e dei simboli che avrebbero segnato la storia della Lega. Negli anni d’oro del movimento, la città che gli aveva dato i natali era stata ribattezzata dai giornali come la “Betlemme della Lega”. Proprio lì il Senatur riposerà per sempre.
Discrezione assoluta
La scelta della famiglia è stata quella della discrezione assoluta: l’urna è arrivata in un giorno di chiusura del camposanto, evitando qualsiasi presenza esterna. Anche in città, fino a poche ore fa, erano in pochissimi a sapere dell’avvenuta tumulazione. Un epilogo lontano da clamori, in contrasto con la partecipazione popolare vista appena due settimane prima a Pontida. Bossi riposa in un loculo del blocco 16, settima fila partendo dal basso, accanto ai genitori Ambrogio e Ida. Una collocazione semplice, priva di segni distintivi o richiami alla notorietà del fondatore del Carroccio.
Niente fiori
Al momento, nessun fiore o segno visibile indica la presenza della tomba del Senatur. Anche i fioristi all’ingresso del cimitero non avevano ricevuto conferme ufficiali. Tuttavia, è facile prevedere che nei prossimi giorni inizierà un pellegrinaggio discreto, fatto di visite silenziose da parte di sostenitori e dirigenti del partito. Intanto, proprio a Cassano Magnago, si pensa a un tributo più duraturo: la futura sede cittadina della Lega sarà intitolata proprio a Bossi.
Tante Leghe e un Capo: il popolo padano a Pontida dà l’addio a Bossi
