CASSANO MAGNAGO – Cassano Magnago è attraversata dal dolore e da tante domande ancora senza risposta. La morte di Pierina Buffon, 69 anni, rimasta vittima dello scontro frontale avvenuto giovedì alle 9.30 lungo la tangenziale cittadina, a ridosso dell’autostrada A8, ha lasciato sgomenta una comunità che oggi ricorda una donna descritta da tutti come gentile, discreta e profondamente legata alla famiglia.
L’incidente e la separazione
L’auto sulla quale viaggiava si è scontrata frontalmente con la vecchia Jaguar condotta da Fulvio Ielmini, 73 anni, residente a Gallarate ed ex compagno della donna. I due si erano lasciati lo scorso giugno, dopo otto anni di relazione. Secondo quanto riferito dai familiari di Pierina, assistiti dall’avvocato Cinzia Botta, sarebbe stata proprio lei a decidere di interrompere il rapporto, una scelta che l’uomo non avrebbe accettato.
I presunti comportamenti persecutori
È soprattutto su quanto accaduto prima dello schianto che si concentrano oggi i dubbi e le richieste di chiarimento della famiglia. Stando alle dichiarazioni dei congiunti, negli ultimi mesi la donna avrebbe subito presunti comportamenti persecutori, tra minacce, litigi e pedinamenti. Una situazione che l’avrebbe spinta a presentare una segnalazione all’autorità giudiziaria, la cui formalizzazione, secondo quanto riferito, avrebbe dovuto essere completata proprio in questi giorni.
I dubbi sulla dinamica
Resta da chiarire la dinamica dell’incidente e, soprattutto, se vi sia un collegamento tra quanto sarebbe avvenuto nei mesi precedenti e lo scontro costato la vita alla 69enne. Tra le ipotesi che suscitano maggiore angoscia c’è quella di un impatto volontariamente provocato dal 73enne. «Siamo increduli davanti a quanto accaduto», racconta Antonio Pernozzoli, familiare acquisito della vittima e gestore del ristorante Il Grillo parlante di Cassano Magnago. «Pierina era una donna pacata, gentile con tutti. Ci auguriamo che venga fatta chiarezza assoluta sulla vicenda».
Una vita dedicata al lavoro e alla famiglia
Dietro la notizia della tragedia c’è la storia di una donna che aveva dedicato gran parte della propria vita al lavoro e ai figli. Rimasta vedova da anni e madre di sei figli, Pierina aveva gestito una stireria in città fino al raggiungimento della pensione. Una vita fatta di impegno quotidiano e di attenzione per i propri cari, che ora torna nei ricordi di chi l’aveva conosciuta. «Era una persona splendida», raccontano alcuni vicini. «Ha lavorato una vita, restando sempre vicina ai figli e alla famiglia. Eravamo tutti felici che finalmente fosse arrivato il momento di riposarsi e di godersi la vita».
Le testimonianze dei vicini
Anche in via Venegoni, dove la donna abitava, c’è chi riferisce di aver notato la presenza dell’ex compagno sotto casa. «Lo vedevamo aspettare Pierina. Litigavano, lui si faceva vedere spesso qui negli ultimi mesi», raccontano alcuni residenti. Sono testimonianze che contribuiscono a delineare il contesto nel quale è maturata la tragedia, ma che dovranno essere valutate insieme agli altri elementi utili a ricostruire con precisione i fatti.
La richiesta di fare piena luce
A Cassano Magnago, intanto, al dolore per la perdita di una donna conosciuta e stimata si accompagna l’inquietudine per le domande ancora aperte. L’eventualità che lo scontro possa essere stato provocato intenzionalmente rende ancora più difficile accettare quanto accaduto. «È una cosa terrificante. Cose del genere non devono succedere mai più», è il sentimento che emerge tra chi conosceva Pierina. Ora, per i familiari e per chi le ha voluto bene, la priorità è che ogni circostanza venga ricostruita. Perché alla perdita di una madre, di una donna e di una persona descritta da tutti come buona e riservata non si aggiunga il peso di una verità ancora da accertare.
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