CASSANO MAGNAGO – «C’è forte preoccupazione per l’incertezza nella gestione del servizio rifiuti. Sia nella fase transitoria con Sieco, sia nel passaggio a un nuovo gestore». Questa la premessa dagli esponenti delle opposizioni di Cassano Magnago Tommaso Police e Gemma Tagliabue (Pd),Stefania Passiu (Cassano Futura),Giovanbattista Oliva e Osvaldo Coghi (Forza Italia) eDaniele Mazzucchelli (Gruppo Misto). Il caso Sieco resta un tema fra i più dibattuti in assoluto in città. Al punto che l’esponente del Pd ora chiede l’istituzione di una Commissione di indagine per fare luce sui dubbi: «Rappresenta un’opportunità irrinunciabile per garantire trasparenza, dialogo e ascolto», dice. «Elementi fondamentali per il bene della comunità e per una gestione amministrativa responsabile».
«Situazione critica»
Come è noto, il Comune di Cassano è stato escluso dalla compagine dei soci che si affidano all’azienda per la gestione dei rifiuti in città. Per questo questo motivo, nei giorni scorso, l’amministrazione comunale del sindaco Pietro Ottaviani ha dato mandato agli avvocati per capire se ci siano i termini per un’azione giudiziale. Nel frattempo, le opposizioni tornano alla carica: «A distanza di due anni, viene nuovamente richiesta l’istituzione di una Commissione speciale e di controllo, come previsto dall’art. 32 del regolamento del consiglio comunale e commissioni e dall’art. 20 dello statuto comunale». La richiesta, dicono, riguarda appunto «la situazione critica del rapporto tra il Comune di Cassano e Sieco». Infatti «è fondamentale avviare un confronto approfondito con la società e con tutti i soci per adempiere al meglio al ruolo di consiglieri comunali: la complessità della tematica rende insufficiente la discussione occasionale nel contesto della Commissione Bilancio congiunta alla Territorio, come avvenuto il 17 settembre 2024». In quella seduta, dedicata alla relazione Sieco e «priva di documenti allegati», spiegano le minoranze, «è mancato un contraddittorio con i tecnici di Sieco, ritenuto essenziale per avere un quadro completo delle informazioni».
«C’è forte preoccupazione»
Ad oggi, proseguono, «c’è forte preoccupazione per l’incertezza nella gestione del servizio rifiuti, sia nella fase transitoria con Sieco, sia nel passaggio a un nuovo gestore». L’esclusione del Comune Cassano dalla compagine societaria di Sieco, inoltre, «è considerata un atto grave, con responsabilità e ricadute sulla cittadinanza ancora da accertare». Secondo l’art. 32 dello statuto comunale, «il consiglio comunale può nominare commissioni speciali per lo studio, la valutazione e l’impostazione di interventi di particolare rilevanza, non rientranti nella competenza ordinaria delle commissioni permanenti. Le commissioni di indagine sull’attività amministrativa, presiedute da un consigliere di minoranza, possono essere costituite con le stesse modalità. La trasparenza è un valore imprescindibile per una gestione amministrativa responsabile e per il bene della comunità».
Rifiuti a Cassano Magnago, bavaglio a Sieco. Il futuro resta un’incognita
