CASTANO PRIMO – Un polo scolastico e di ricerca al posto di quello logistico per cui un operatore privato avrebbe già manifestato il proprio interesse. È l’alternativa proposta dal comitato che si oppone al polo logistico che potrebbe sorgere a Castano Primo nell’area di 120.000 metri quadri tra viale della Resistenza e via Pertini (nella foto sopra), a breve distanza dall’istituto superiore Torno e dal polo già approvato a Malvaglio, frazione di Robecchetto con Induno.
«Stop alla cementificazione intorno a Malpensa»
«Assistiamo a una cementificazione selvaggia, senza criterio e rispetto per l’ambiente e per la salute dei cittadini e a libere iniziative di agenzie immobiliari che vanno alla ricerca di terreni “vergini” da acquistare e cementificare per la realizzazione di poli logistici». Il comitato muove da queste premesse per osservare come «il triangolo Novara-Varese-Milano in pochi anni ha visto un aumento di infrastrutture logistiche “giustificate” dalla vicinanza con l’aeroporto di Malpensa. Lo slogan per le amministrazioni locali favorevoli a questi insediamenti è “posti di lavoro”. Come cittadini ci chiediamo: che genere di lavoro per noi e soprattutto per i nostri figli? Tutti conosciamo le condizioni lavorative, lo sfruttamento e la precarietà. E soprattutto con l’introduzione dell’intelligenza artificiale, la diminuzione di personale sarà inevitabile».
Per questo, il comitato suggerisce di percorrere un’altra strada, con l’intento di dare ai giovani «un futuro accrescitivo e veramente utile per tutta la comunità basato sull’istruzione, sull’interazione scuola/lavoro, sulle scoperte scientifiche in connessione con altri istituti internazionali» anziché quella di «poli logistici destinati prossimamente alla chiusura, a seguito del cambio repentino del panorama economico sempre in rapido evolversi, lasciando luoghi abbandonati e degradati che andranno ad aumentare le tante aree dismesse già presenti».
Proposte alternative nel Pgt
Con l’intento di «essere propositivi», gli oppositori al polo logistico di Castano hanno reso note una serie di alternative «fattibili e di pubblica utilità» formulate dai cittadini della zona incontrati ai gazebo messi in piazza dal comitato. Le stesse proposte sono state inviate all’amministrazione comunale di Villa Rusconi perché le prenda in considerazione in sede di variante al Piano di governo del territorio (Pgt).
In cima alle soluzioni avanzate c’è l’idea di costruire un “polo accademico d’eccellenza” con aule dedicate alla ricerca, laboratori sperimentali, biblioteca interattiva a livello europeo e internazionale e alloggi per insegnanti e studenti provenienti da località lontane. La realizzazione di tale polo sarebbe accompagnata da una riorganizzazione della rete dei trasporti locali, con piste ciclabili in sicurezza da e per la stazione ferroviaria di Castano Primo, e da «tanto verde intorno: un parco, un polmone verde in grado di mitigare e di fare da barriera tra le fonti inquinanti, il traffico e le abitazioni e l’istituto Torno».
«Formazione, lavoro, verde e ciclabili»
Ancora, «è a tutti noto che la popolazione italiana sta invecchiando rapidamente. Importante è attrarre e sostenere i giovani ma anche pensare di creare spazi all’aperto, come giardini terapeutici e aree verdi attrezzate, per il benessere delle persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza; promuovere la partecipazione dell’istituto Torno affinché i ragazzi, attraverso un concorso di idee, possano esprimere la loro proposta di futuro da inserire nel Pgt; per il lavoro e in particolare per i giovani e il loro futuro, considerare la possibilità di destinare una parte dell’area alle aziende innovative ed ecocompatibili, per favorire un’occupazione di alto profilo, contribuendo a invertire la fuga dei nostri giovani verso altre mete lavorative».
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