CASTELLANZA – Non è soltanto la sanità pubblica in provincia di Varese ad avere grattacapi. Anche il privato accreditato è causa di problemi, disservizi e lamentele da parte dell’utenza. E’ il caso della Multimedica di Castellanza, già finita esattamente un anno fa sotto i riflettori per la “riorganizzazione” del reparto di Oncologia che portò allo smistamento di 40 clienti in altre strutture.
Il gradimento dell’utenza
Nel mirino stavolta non sono i servizi sanitari, bensì la parte organizzativa e di amministrazione. Le numerose segnalazioni in rete sembrano andare proprio in questa direzione. E le recensioni su Google dicono che quelle a 1 stella – il livello più basso di gradimento – si avvicinano per numeri ai giudizi con il massimo dei voti. Che comunque, va detto, sono tante.
C’è chi parla di ritardi, a partire da attese estenuanti al al telefono. «Per prenotare un servizio più di 40 minuti di attesa al telefono. Terzo mondo. Ho rinunciato a prenotare presso questa struttura. Siamo nel 2026». Racconta un altro utente: «Assurdo, mia nonna ha una prenotazione per una visita (da privato) per le 15:30, dopo 50 minuti di attesa ancora non è stata chiamata. 150 euro però li hanno presi in fretta. Ditemi se è normale se una persona di 88 anni debba stare in ballo oltre due ore, tra accettazione e tutto il resto, per una visita con orario fissato. A questo punto tanto valeva fare la coda e chi prima arriva, meglio alloggia». C’è chi addirittura non è riuscito ad arrivare davanti al medico: «Un mese prima della visita, la struttura rinvia la visita di altri 3 mesi. Ad un mese prima della visita, di nuovo un rinvio di circa 2 mesi. Il giorno della visita, i computer non funzionano e così il medico non riesce a chiamare i numeri di alcuni pazienti e quindi semplicemente non li visita e passa al paziente successivo. 3 ore di attesa, ticket pagato e nessuna visita dopo 1 anno e mezzo di attesa». Secondo qualcuno, non era così in passato: «Disorganizzazione pazzesca: Cancellano gli appuntamenti, e non avvisano. Ritardi importanti. Una volta era una bella struttura, adesso il disastro più totale. Peccato. Dulcis in fundo, il costo eccessivo del parcheggio, manco in centro a Milano».
Ritardi e referti
Le infinite liste d’attesa, tema annoso su cui la Regione Lombardia sta lavorando (e investendo risorse) per provare a ridurle, non sembrano essere confinate soltanto in ambito pubblico. «Una vergogna – scrive un utente – prenotare una visita dermatologica il 24 ottobre 2025 e ricevere una chiamata dalla clinica dicendomi che c’è disponibilità per fare la visita a giugno 2028. Siamo davvero alla frutta». Anche nella fase successiva, le cose non sembrano andare meglio. «Non si riesce in alcun modo a scaricare i referti dal sito, telefonato all’ospedale e per ritirarli personalmente chiedono 6 euro per il dischetto anche se sei esente, e devi tornarci 2 volte perche lo devono preparare». O ancora: «Più di 14 giorni per avere il referto di una radiografia è un tempo vergognoso». E questa è soltanto una selezione.
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