CASTELLANZA – Dopo la sconfitta elettorale, parla per la prima volta Luciano Lista, il candidato di Fratelli d’Italia e Forza Italia arrivato terzo nella competizione stravinta da Cristina Borroni. E ne ha per tutti. «La frattura del centrodestra ha un nome e un cognome: Andrea Cassani. – sostiene Lista – ha sconfessato la sua segreteria cittadina per sostenere un candidato, Paolo Pagani, non sostenibile e che non univa». Ora Lista intende continuare la battaglia in consiglio comunale: «Non alzerò la voce, ma la farò sentire» annuncia.
Luciano Lista, la sconfitta elettorale è stata netta. Come l’ha presa?
Con dignità. Le elezioni si vincono o si perdono. Ma la differenza la fa come ci arrivi e cosa lasci in campo. Io ho dato tutto, in modo coerente e pulito. E non intendo mollare, tutt’altro.
Come giudica i commenti post-voto che le sono stati rivolti?
Con fermezza. C’è chi ha scelto l’ironia, come Valter Andreazza, e chi è scivolato in uscite fuori luogo, come Cristina Borroni e Alberto Dell’Acqua. Ma io non gioco sullo stesso piano. Io rispondo con i fatti.
Quali fatti?
Che la mia candidatura non è stata calata dall’alto. È stata una scelta condivisa da Fratelli d’Italia e Forza Italia. Perché? Perché rappresento una figura credibile, coerente, competente e pulita. Sono stato l’unico a rispondere “presente” quando i presidenti provinciali hanno chiesto una candidatura seria.
Quindi, nessuna imposizione dall’alto?
Assolutamente no. Io a Castellanza ci vivo, dal 2004 faccio politica qui, e sono presidente del circolo di Fratelli d’Italia dal 2019. Questa città la conosco bene, non ho dovuto cercarla su Google Maps come forse ha dovuto fare chi ci è tornato dopo 25 anni.
Eppure c’era l’alternativa civica rappresentata da Paolo Pagani…
È una narrazione comoda, ma infondata. La candidatura di Pagani non era sostenibile. Ha dei procedimenti giudiziari in corso e nel curriculum un licenziamento per gravi inadempienze e negligenze da Amga. Non è un dettaglio. È un tema di affidabilità.
Questo non è un attacco personale?
L’avrei potuto fare in campagna elettorale, ma ho preferito parlare di contenuti. La mia è una valutazione oggettiva. Quando si parla di amministrazione pubblica, la trasparenza e la credibilità vengono prima di tutto. I cittadini meritano chiarezza, non simboli civici vuoti. Né tantomeno candidati aggressivi e sostenitori offensivi, seppur privi di risposte ai problemi della città.
La frattura nel centrodestra nasce proprio lì?
Sì. E ha un nome e cognome: Andrea Cassani. La Lega provinciale ha scelto di ignorare il territorio. Ha sconfessato il suo stesso segretario cittadino, Thomas Guerini, e ha sostenuto una candidatura che non univa e non garantiva trasparenza. E per coprire tutto, hanno cercato un capro espiatorio, il sottoscritto. Rivolgendomi attacchi ingenerosi. Ho evitato di rispondere per senso di responsabilità, ma credo che chi ha ruoli di vertice nei partiti, debba avere un comportamento educato, e se si parla di uomini della stessa coalizione ci vorrebbe soprattutto rispetto anche quando ci si divide. Senza rincorrere fantasmi di dieci anni fa (il riferimento è alla precedente esperienza da vicesindaco a Cislago, ndr), prestando il fianco a racconti falsi e messi in scena da figure rancorose che personalizzano ciò che dovrebbe andare oltre se stessi.
Cristina Borroni è ora sindaca. Cosa si aspetta da lei?
Che esca dall’immobilismo. Finora abbiamo visto sorrisi, non azioni. Ora servono risposte vere: sulla centrale elettrica, sulle barriere architettoniche, sulla riqualificazione urbana, sul Mill. Castellanza ha bisogno di concretezza, non di slogan, né di sarcasmo. Che non sostituisce la capacità amministrativa. E chi ha avuto bisogno di mezzi speciali per accompagnare al voto persone fragili – pur nel pieno rispetto della legge – dovrebbe avere almeno il buon senso di evitare inutili trionfalismi.
Che ruolo giocherà in consiglio comunale? Dopo lo spoglio qualcuno già pronosticava un suo addio…
L’ennesima bufala messa in giro ad arte per giocare con il mio nome. Il mio ruolo sarà quello di sempre: serio, costruttivo, fermo. Non alzerò la voce, ma la farò sentire. Vigilerò, proporrò, sarò voce di chi crede ancora in una politica fatta per servire.
C’è qualcosa che rivendica oggi con più forza?
La mia candidatura, l’unica davvero politica, l’unica di centrodestra. Come a Saronno dove il risultato al primo turno è stato chiaro. L’ho portata avanti con onore, coerenza e responsabilità. E non ho nulla da nascondere. Chi ha fatto altre scelte, oggi deve assumersene le conseguenze di fronte ai cittadini.
Un ultimo messaggio ai cittadini da consigliere di opposizione?
Castellanza ha bisogno di verità e coraggio. Non di teatrini. Il tempo dei giochi è finito. Inizia il tempo della serietà. Io ci sono.
Castellanza, Cristina Borroni a valanga: è lei il nuovo sindaco. «Dedicato a Mirella»
