Castellanza, dibattito in Partecipiamo: il PD non vuol più fare da sherpa

CASTELLANZA – Cristina Borroni si candida a sindaco alla guida di Partecipiamo? E da tempo che la domanda viene posta e non trova risposta. La vicesindaco, che ha dovuto prendere in mano le redini della maggioranza dopo la tragica scomparsa di Mirella Cerini, ha sempre fatto civismo una fede. Ma in quanto a pre tattica sta dimostrando la stessa abilità di quei baroni della politica di partito che fanno del camouflage un’arte. Tanto che di fronte al quesito, più volte sottoposto alla protagonista, la sua risposta è sempre stata: un sorriso e un «vedremo».

L’incontro

Ma i tempi stringono e qualcosa di più sul cosmo Partecipiamo lo si potrà sapere già settimana prossima. I ben informati, infatti, dicono che è già stato calendarizzato un incontro tra l’anima civica e il Partito Democratico, a oggi principale azionista (anche se non si vede) della maggioranza. E, seppur all’ordine del giorno non ci sia il nome del candidato, è chiaro che qualche indicazione in più emergerà. A partire dal peso che i dem avranno nella prossima partita elettorale e amministrativa. Andiamo con ordine.

Il tris di nomi?

Quello di Cristina Borroni è al momento il nome più autorevole per la candidatura a sindaco di Partecipiamo. Ma non l’unico. Non è, infatti, un segreto che nel mazzo delle ipotesi ci siano anche Maria Luisa Giani, assessore al Bilancio e Davide Tarlazzi, uomo della Cultura a Palazzo Brambilla.

Il PD? Sui nomi non tocca palla. Nel senso che le ipotesi in campo godono anche della stima dei dem. In linea di massima. A destare dubbi in casa democratica, infatti, non sono i candidati (anche perché a ben guardare il partito non ha alternative forti da proporre), ma il ruolo interno alla maggioranza. E’ chiaro che in questi due mandati il Partito Democratico ha dato il suo contributo a vincere e governare. Senza mai disturbare troppo il manovratore (nel senso di sindaco).

Ora però la linea del partito pare sia quella di chiedere più spazio, più libertà di azione e di incidere. Proviamo a dirla fuori dal politichese: il PD garantirà l’appoggio (anche perché non ha altre alternative vincenti), ma nella composizione di giunta (in caso di vittoria) vorrà più uomini e più peso in termini di deleghe.

Insomma la partita interna a Partecipiamo si gioca proprio a partire dal prossimo incontro durante il quale i dem metteranno sul tavolo i loro “patti chiari e amicizia lunga”. Una cosa è certa: al prossimo giro il PD non ha alcuna intenzione di fare il semplice sherpa.

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