VARESE – Il candidato sindaco del centrodestra non c’è. Per ora. Non sappiamo se perché la coalizione vuole tenere l’uomo (o la donna) sotto coperta, oppure se perché è in alto mare. Ma non importa, a questo punto della tenzone (il 2027 è lontano) lo stallo è tutt’altro che preoccupante.
Non c’è il candidato, ma «i nomi ci sono», dicono loro. Luca Marsico e Raffaele Cattaneo, rintuzziamo noi. Un po’ tacciono i leader dei partiti del centrodestra cittadino. Poi aggiungono: «Non solo. Ce ne sono anche altri, ma non è detto che tra questi ci sia il candidato sindaco. L’importante per ora è lavorare sull’unità della coalizione, sul programma e vincere».
Ecco, se ci si ferma alle dichiarazioni dei segretari politici, che questa mattina (sabato 15 novembre) hanno convocato una conferenza congiunta, si può chiudere qua. Cioè: il candidato, per ora, non c’è. Se invece si va a leggere tra le righe, l’incontro con la stampa ha offerto letture politiche interessanti e messo sul tavolo interrogativi che potranno trovare risposta nelle prossime settimane e mesi.
Centrodestra unito
La prima notizia politica è che la coalizione di centrodestra è unita. Fino a prova contraria. E la prova contraria o meno sarà il momento di trovare la quadra sul nome. A oggi ci sono solo papabili. Alcuni sono stati proposti, altri si sono proposti e altri ancora dissimulano. Inutile negare che i più autorevoli sono Luca Marsico e Raffaele Cattaneo, profili (ognuno a suo modo) solidi e che proprio per questo sanno che prima di vincere devono convincere tutti, ma proprio tutti (non solo una parte), gli alleati.
E tra i leader presenti in conferenza, al netto delle dichiarazioni d’intenti, l’unico che nel suo intervento ha dato l’impressione di ragionare già in una possibile prospettiva di leader, diciamolo, è stato Raffaele Cattaneo, il quale ha messo sul tavolo i pilastri programmatici più che le magagne amministrative. «Il centrodestra – ha detto – si propone come coalizione di governo con idee nuove rispetto all’amministrazione attuale. Noi vogliamo avere una città bella e in questi anni non è stato fatto nulla per renderla più bella. Noi vogliamo una città attrattiva e invece la città perde popolazione. Vogliamo una città vivibile, cioè non vogliamo una città solo per ricchi come ha fatto Sala di Milano. E vogliamo una città sicura. E il pilastro del nostro programma è l’attenzione alla persona che dovrà essere al centro del nostro progetto e della nostra azione amministrativa».
Il moderatissimo traccia la via
La bega sulla caserma? Il moderatissimo («Noi Moderati siamo il partito più moderato della coalizione», ha detto Cattaneo) l’ha lasciata di fatto nelle mani della Lega. Le buche nell’asfalto? Ci ha pensato Forza Italia. Temi non di secondo piano, ma che fanno parte di un disco che sentiremo suonare fino alla consunzione del vinile da campagna elettorale. Cattaneo, più degli altri seduti al tavolo, vola alto e pianta per terra punti di riferimento, perché sa di non dover agitare le anime. In questo momento l’unità del centrodestra non è solo quella del tavolo di stamattina. A buon intenditore…
Altra riflessione. Niente nomi. Impossibile scucire anche solo una vocale del prossimo candidato sindaco. Proviamo a capire se i segretari hanno almeno in mente un profilo: uomo di partito o civico? Niente. La risposta è uguale: «Ci stiamo guardando intorno». «Ragionamenti a 360°». E a Enrico Argentiero (presidente cittadino di Fratelli d’Italia); Salvatore Leggio (corrispettivo di Forza Italia); Marco Bordonaro (Lega), Raffaele Cattaneo (Noi Moderati) e Stefano Clerici (Varese / Lombardia Ideale) non importa in questa fase di far passare l’equazione: “Niente nomi siamo in alto mare non sappiamo che pesci pigliare“. Predicano calma. La calma di chi sa che la strada è lunga e non vuole bruciarsi nella frenesia bestiale di cinque anni fa, quanto sull’ara del candidato vennero immolati decine di papabili.
I conti senza l’oste
Bene. Ma qui si inserisce un quesito. Fratelli d’Italia, partito leader della coalizione, che guida un governo che, per gran merito di Giorgia, flette ma non si genuflette mantenendo alto il consenso percentuale, davvero può accettare di non avere un candidato sindaco, targato Meloni, nel capoluogo? Possibile che i Fratelli si accontentino di Gallarate (questo si dice negli ambienti politici) e che Busto andrà alla Lega e a Varese: “mah, vediamo?”. Oppure da qui all’eternità del 2027 potrebbe cambiare il mondo (magari a partire dalle Regionali di settimana prossima) e, quando la partita entra nel vivo, a decidere le bandierine dei candidati saranno i vertici altissimi del nazionale e, chi sta sotto “chiagne”?.
Sarà un caso, infatti, che Leggio con Forza Italia svicola dopo che l’ipotesi Mauro Morello è tramontata; Bordonaro con la Lega sa che a sto giro dovrà giocare di sponda per arrivare a portare sul tavolo l’ignifugo e resiliente Carlo Piatti. Argentiero di Fratelli d’Italia ha i numeri, ma forse non gli uomini e si pone come l’Oriali nerazzurro, uomo di fatica e lungimiranza tattica in mezzo al campo, tanto che gioca per la squadra, ma anche per il partito. Però, a far capire l’antifona è ancora Cattaneo. «Tranquilli, il candidato sindaco lo annunciamo in primavera. Stagione che va dal 21 marzo al 20 giugno». Ci si rivede. A gennaio quando ci saranno gli Stati generali del centrodestra varesino e forse si potrà capire qualcosa di più.
Bordo campo
In sala Montoli, oltre a una trentina di militanti dei vari partiti, erano presenti anche i consiglieri regionali di Forza Italia Giuseppe Licata e di Fratelli d’Italia Romana Dell’Erba. “Per marcare il territorio nei rispettivi partiti?“, stuzzichiamo, Risponde Licata: «Siamo qui per metterci a disposizione per un progetto per la città. Non contro qualcuno, ma per Varese». E ancora: «A Varese si chiude un ciclo e questi amministratori hanno esaurito l’energia con la quale hanno governato la città. Ora si apre una nuova fase politica e questo gruppo deve lavorare per sviluppare un progetto ambizioso».
Più ruspante Romana Dell’Erba: «I segretari cittadini hanno il compito di lavorare sui contenuti, ma bisogna anche lavorare per dare quanto prima il nome del candidato sindaco. I segretari poi dovranno lavorare con trasparenza utilizzando un metodo fuori delle logiche di partito per individuare una figura che sia riconoscibile da tutti». Insomma, centrodestra unito, con, per ora, una voce fuori dal coro. Via si parte.
