CERRO MAGGIORE – Il Pd di Cerro Maggiore e Cantalupo prende posizione contro la riapertura della discarica. E in nome del «rispetto della volontà popolare» chiede di indire un referendum consultivo comunale sulla riapertura e di aprire un tavolo pubblico permanente con cittadini, comitati (nella foto, un banchetto del comitato No discarica), forze politiche, associazioni, esperti e istituzioni sovracomunali.
«Chiediamo trasparenza, partecipazione e responsabilità – spiega il segretario Pd di Cerro e Cantalupo Donato Barbano – Lo dobbiamo ai cittadini di oggi e a chi trent’anni fa ha lottato per un futuro migliore».
Barbano: «Ascoltare i cittadini, non informarli a cose fatte»
Come ricorda Barbano, «trent’anni fa, nel 1995, la comunità di Cerro e Cantalupo scrisse una pagina storica: insieme, cittadini, forze politiche, associazioni e istituzioni locali riuscirono a chiudere la “discarica della vergogna”, ponendo fine a un danno ambientale e sanitario che ha segnato un’intera generazione. Oggi, con preoccupazione e fermezza, ribadiamo il nostro no alla riapertura della discarica, mascherata da “ripristino ambientale”».
Per i dem locali «la proposta dell’attuale amministrazione Berra, che a inizio giugno potrebbe diventare decisione formale, disconosce quella battaglia collettiva e svilisce l’accordo di programma che prevedeva, a fine recupero, la cessione gratuita dell’area al Comune come risarcimento. Il documento presentato in consiglio comunale, che prevede una commissione ispettiva dai compiti non chiari e un consiglio comunale aperto solo a posteriori, ci appare fumoso e irrilevante rispetto alla gravità della questione. I cittadini devono essere ascoltati prima, non informati dopo. Siamo convinti – è la conclusione – che la cittadinanza debba poter decidere sul futuro del proprio territorio, non subire decisioni calate dall’alto».
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