Uno spazio infinitesimo dopo 172.800 metri di corsa. Così, tre o quattro millimetri separano la gloria dalla profonda delusione. Ed è grazie a questo spazio minuscolo, percorso in pochissimi millesimi di secondo che Remco Evenepoel conquista in Slovenia il suo primo titolo europeo su strada. Per Giulio Ciccone, quel breve tratto spazio-temporale, è la condanna. Un fatale frammento d’eterno. Eppure il capitano della Nazionale ha corso benissimo. Quando nel testa a testa finale ha infilato l’ultima curva in testa e ha aperto il gas sembrava che avesse partita vinta. Il belga ha perso una manciata di metri, sembrava spacciato. Invece Remco si è inventato una rimonta che sembrava impossibile mentre le forze di Giulio si andavano spegnendo. L’attimo decisivo è stato proprio sulla linea d’arrivo. Lì Remco ha piazzato il colpo di reni come un felino, braccia distese, schiena appiattita, bicicletta spinta in avanti sulla preda. Ha arpionato la vittoria. Ciccone, in questo momento fatale, è arrivato con le braccia leggermente piegate, la schiena ancora incurvata. Ha dato sì il colpo di reni, ma un attimo dopo. Non è stato chirurgico, sulla linea. L’unico errore, piccolo seppure decisivo da diventare enorme, in una gara perfetta. Ma anche questa è la differenza tra un fuoriclasse e un ottimo corridore. Ma, ribadiamolo, oggi la sua corsa è stata da 9.
Attesa del verdetto
L’arrivo è stato talmente stretto che la giuria ci ha messo un po’ di tempo per esaminare il fotofinish e decidere. Poi, mentre Evenepoel lanciava un urlo liberatorio, Ciccone si è piegato sulla transenna. Incredulo, triste, sfinito. All’abruzzese non è riuscita la magia di Colbrelli, a Trento 2021 quando il bresciano riuscì in una circostanza analoga ad avere la meglio sul campione belga. Delle 13 vittorie in carriera di Ciccone l’ultima resta quella di un anno e 56 giorni fa, 5a frazione della Vuelta Burgos 2025.
I numeri per Remco
Del resto i numeri oggi erano a favore del belga che in questa stagione ha vinto tutti e tre i testa a testa in cui si è trovato. Oggi ha fatto poker. E in venti scontri diretti significativi, quelli per le prime posizioni, il belga è stato migliore 17 volte (con 5 successi), l’italiano 3 (una vittoria). Evenepoel che oltretutto era avvelenato dopo la delusione Mondiale e ha trasformato questa corsa in una specie di rivincita. Però è bene ricordare che, solo tra gli Europei che hanno corso domenica, mancavano Van der Poel, van Aert, Seixas, Schmid e tutti i norvegesi e gli inglesi.
Brivido belga
Ciccone rompe gli indugi a 36,3 km dal traguardo. Remco reagisce e rilancia. Guadagna qualche metro poi, quasi in cima alla salita di Mozjanca, sbagliato una curva a destra e scivola a terra. Un attimo di tentennamento e Ciccone tira dritto, poi decide di attendere il gruppo. Del resto la sua fuga più lunga coronata con una vittoria è di 20 km al termine dell’8a tappa al Delfinato 2023. Ma Ciccone ha fatto bene a tirare dritto dopo la caduta di Remco? Assolutamente si, perché corsa è corsa. Sostenere il contrario è da ipocriti.
L’azione decisiva
Poi a poco più di 32 dal traguardo, Evenepoel riparte, Ciccone lo segue. Il distacco si dilata poco a poco. Alla campana la differenza è di 30 secondi. I due diventano imprendibili e, per la verità, l’onere della fuga è tutto sulle spalle del belga. Giulio sfrutta la scia da subito, che poi da dietro Scaroni esca dal gruppo è una buona scusa per non collaborare. Il bresciano, autore di una grande azione, corre per la medaglia di bronzo. Obiettivo raggiunto alla grande. Pensare che sarebbe potuto rientrare su Evenepoel, recuperandogli un minuto, va oltre la fantasia. Ventilarla come ipotesi sarebbe una presa in giro.
I meriti di Amadio
Questo doppio impegno, Mondiale ed Europeo, dove la Nazionale italiana si è fatta valere alla grande ha anche un protagonista dietro le quinte. Si chiama Roberto Amadio. Perché non è che nel frattempo tra i nostri corridori sono spuntati fenomeni alla Pogacar o alla Evenepoel. Però il tecnico friulano, che è bene ricordare era il grande capo della Liquigas, di Basso, Nibali, Sagan e compagnia bella dai suoi corridori sa sempre ottenere il massimo. Ok, non abbiamo vinto, ma siamo stati in corsa. Ci siamo fatti valere. Piganzoli, bravissimo in Canada, ieri ha trionfato nell’Emilia. Con le giuste competenze, il ciclismo azzurro non è tutto da buttare.
L’ordine d’arrivo
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