Città Metropolitana, altri 13 milioni per il Pmrr. Via all’Agenzia digitale dei Comuni

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MILANO – Il Consiglio metropolitano ha deliberato ieri, mercoledì 29 luglio, l’incremento della dotazione iniziale del Pmrr (pari a 39 milioni di euro) per finanziare più progetti dei Comuni, a seguito dell’assestamento di bilancio, che porta ulteriori risorse anche per trasporti, mobilità e scuole. Il fondo del Piano metropolitano di ripresa e resilienza aumenta di 13 milioni, arrivando a una dotazione di oltre 52 milioni di euro. A seguito della variazione di assestamento generale del bilancio di previsione, si è potuto procedere all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, così da poter sostenere più progetti possibili, presentati da Comuni o aggregazioni di Comuni, nell’ambito del bando Pmrr.

Fra le missioni finanziate figurano; digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo, rafforzamento delle competenze digitali (750.000 euro); transizione ecologica e rivoluzione verde (18,2 milioni); infrastrutture per una mobilità sostenibile (16,1 milioni); istruzione e ricerca (3,4 milioni); inclusione e coesione sociale (13,6 milioni). All’esame delle 72 proposte ricevute, 7 sono state escluse, mentre 65 accolte: di queste 35 sono state finanziate; ora si procederà allo scorrimento della graduatoria.

L’assestamento di bilancio

Con la variazione di bilancio si applicano ulteriori 147 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione 2025, di cui il 3,3% è destinato alle spese correnti e il 96,7% ad investimenti: 142,4 milioni di euro per mobilità e trasporti (66 milioni), scuole (53,5 milioni) e appunto Pmrr (13,1 milioni). Il saldo di cassa è di circa 950 milioni di euro.

«Questa importante delibera – afferma il vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo – conferma la nostra volontà di sostenere concretamente il territorio, e, soprattutto, i piccoli Comuni che dispongono di minori capacità organizzative e finanziarie, affinché possano trasformare progettualità e bisogni in opere e servizi utili per le comunità, riducendo le disuguaglianze territoriali e rafforzando la capacità dell’area metropolitana di rispondere alle sfide dei prossimi anni». Per il consigliere delegato al bilancio e patrimonio Dario Veneroni «la delibera conferma la solidità finanziaria di Città Metropolitana e la sua capacità di utilizzare in modo efficace le risorse disponibili. Dietro questi investimenti c’è un lavoro costante di programmazione finanziaria e di gestione responsabile delle risorse pubbliche. L’avanzo di amministrazione non resta fermo nei conti dell’ente, ma viene rimesso a disposizione delle comunità locali per finanziare progetti pronti a generare sviluppo, sostenibilità e qualità della vita».

La sfida digitale ha inizio con 54 Comuni

Sono 54 (sul totale di 133) i Comuni che hanno formalmente manifestato, con lettera firmata dal sindaco, la volontà di aderire all’Agenzia Digitale Metropolitana, il nuovo soggetto pubblico promosso dalla Città Metropolitana di Milano per il governo associato della trasformazione digitale del territorio. Lo ha comunicato Vassallo nella stessa seduta di ieri. Delineata anche la tabella di marcia: i consigli comunali sono chiamati a perfezionare l’adesione con una delibera ad hoc entro il 30 settembre; acquisiti gli atti, si torna in consiglio metropolitano per il via libera definitivo, mentre la sottoscrizione dell’atto costitutivo è prevista entro i primi giorni di dicembre.

L’Agenzia si costituisce nella forma di azienda speciale consortile, come strumento pubblico che appartiene ai Comuni e che dai Comuni sarà governato, e nasce per consentire loro di esercitare insieme una capacità pubblica di governo della trasformazione digitale. Una comunità istituzionale che si configura come infrastruttura pubblica permanente capace di garantire che nessun Comune, indipendentemente dalle proprie dimensioni, debba affrontare da solo le sfide del digitale.

I 54 Comuni che hanno già manifestato la volontà di aderire costituiscono il nucleo fondativo da cui il progetto prenderà avvio. La compagine resta aperta, inclusiva e progressiva: lo statuto disciplina l’ingresso di nuovi enti anche dopo la costituzione, e l’obiettivo è che il numero degli enti consorziati cresca ulteriormente.

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