Coinger, la Tarip di bacino funziona: 400 tonnellate di rifiuti in meno, disservizi -18%

Da sinistra: Graziano Maffioli, Paride Magnoni e Giorgio Ginelli

JERAGO CON ORAGO – La prima “Tarip di bacino” segna «la svolta» per Coinger: nel 2025 diminuisce la quantità di spazzatura (4 chili e mezzo all’anno pro capite, pari a quasi quattro giorni di produzione di rifiuti in meno per ciascun cittadino) e calano anche i disservizi, meno 18% circa. E per il 2026 la società guidata dall‘amministratore delegato Giorgio Ginelli è pronta a rivedere i minimi tariffari: meno prese (da 20 a 15) per il bidone viola e più (da 52 a 60) per la mastella dell’umido. Sul gestore unico invece si esprime il sindaco di Casale Litta Graziano Maffioli: «Deve partire dal basso, non può essere calato dall’alto».

I numeri 2025

«Un anno di svolta»: così Ginelli definisce il 2025, che ha segnato l’avvio della tariffa puntuale di bacino gestita direttamente da Coinger in 18 dei 22 Comuni soci. «Ha generato economie di scala – sintetizza l’Ad – l’utenza ha risposto in maniera ottimale, con una percentuale di incassato assolutamente soddisfacente, e la struttura ha dato risposte, con un calo di circa il 18% dei disservizi». Dai 6900 circa del 2024 ai 5600 del 2025, dati rilevati a novembre. «Sono migliorate le performance del nostro operatore Econord e sono migliorate le ricadute ambientali, in termini di minor produzione di rifiuti pro capite». Da 34,2 milioni di chili di spazzatura del 2024 (414 chili a cittadino, contro una media nazionale attorno ai 500 chili) si è scesi nel 2025 a meno di 33,8 milioni di chili. Oltre 400 tonnellate di rifiuti in meno, pari ad un piccolo comune “sparito” o a quattro giorni di produzione di rifiuti in meno da parte di ognuno dei 90mila residenti nei Comuni Coinger. E questo, sottolinea l’Ad, sempre «a fronte di un costo pro capite tra i più bassi in provincia di Varese».

Le spiegazioni tecniche

«Produrre più rifiuti incide sulla bolletta perché i ricavi da smaltimento sono di gran lunga inferiori ai costi di gestione» chiarisce il direttore generale di Coinger Paride Magnoni, spiegando l’importanza dei numeri raggiunti. «L’obiettivo era ridurre la produzione di rifiuti, ci stiamo riuscendo, siamo sulla strada giusta». Un altro aspetto chiave della Tarip è la misurazione: i dati sulle fatturazione parlano di «un 26% di volumi esposti da utenze non domestiche e un 76% da quelle domestiche, che tra di loro sono in un rapporto da uno a dieci». Una risposta nei numeri alle recriminazioni delle categorie rispetto agli aumenti in bolletta: «Il principio è chi più produce più paga – ribadisce Magnoni – non ci sono più tabelle ministeriali a stabilire le tariffe, ma i dati puntuali di Coinger. Noi eravamo certi del principio, che ha retto anche di fronte a ricorsi e chiarimenti legali». E il presidente del comitato di controllo analogo Graziano Maffioli ricorda che «il 64% delle utenze hanno pagato meno dell’anno precedente, percentuale che sale al 74% se si considerano gli aumenti contenuti entro i 10 euro». Ora, dopo quasi un anno di “rivoluzione” Tarip, «l’utenza ha preso confidenza con il sistema e ha capito che è verificabile e tracciabile, infatti il trend dei contatti è in calo (nel 2025, 34mila chiamate al numero verde e 22mila contatti allo sportello di via IV Novembre a Jerago con Orago) mentre aumentano gli addebiti su conto corrente, segno di fiducia». Un altro numero significativo è quello dei «15mila errori di conferimento» che Coinger traccia e verifica con tanto di fotografie grazie al lavoro degli operatori.

Le prospettive per il 2026

Risultati significativi, che fanno guardare al futuro con ottimismo. «Andremo a diminuire la parte dei minimi imposti per quanto riguarda il bidone viola (da 20 a 15 ritiri all’anno) a fronte di un piccolo aumento sulla frazione umida (da 52 a 60 ritiri, ma a fronte di premialità per chi fa il compostaggio), e ad operare una revisione delle dotazioni delle utenze non domestiche, in particolare i piccoli negozi di vicinato che hanno manifestato più perplessità». Modifiche che saranno sottoposte all’assemblea dei sindaci, e che sono «il frutto dell’ascolto in assemblee pubbliche e commissioni comunali». Ginelli ci tiene a sottolineare che «tutto questo non sarebbe stato possibile se non avessi avuto al mio fianco i Comuni soci e i nostri dipendenti. Abbiamo gettato le basi per un proficuo 2026». La prima novità è l’ingresso del 19esimo Comune socio (Vedano Olona) nel sistema di tariffazione puntuale gestita da Coinger, mentre tra i Comuni “a doppia velocità” sono attesi nel 2027 Mornago, che ha già compiuto tutti i passaggi necessari, e Albizzate deve ancora compierli ma «appare soddisfatta del servizio», rivela Ginelli. In uscita invece Buguggiate, che ha già optato per il recesso dalla società. «Ma la maggioranza dei Comuni ha mostrato grande determinazione e coesione» fa notare il presidente dell’assemblea dei sindaci Mauro Croci, mentre per il controllo analogo Maffioli ricorda che «tutte le decisioni sono state prese all’unanimità».

Le novità e le altre attività

Oltre agli aspetti legati alla tariffazione e alla raccolta dei rifiuti, Coinger ha introdotto lo spazzamento meccanizzato in tutti i Comuni soci grazie a un sistema GPS condiviso con gli uffici tecnici e destinato a un progressivo potenziamento. Sul fronte dell’innovazione, sta per prendere forma il progetto dei cestini intelligenti, con nuovi contenitori per la raccolta differenziata dotati di sensori di riempimento per ottimizzare gli svuotamenti. La campagna di sostituzione e razionalizzazione con i nuovi cestini georeferenziati e pronti per la raccolta differenziata prenderà il via da Cavaria con Premezzo, Besnate, Morazzone e Jerago con Orago. Parallelamente proseguono le attività di contrasto agli abbandoni illeciti con l’utilizzo delle fototrappole che Coinger ha fornito ai Comini e con la figura dell’ispettore ambientale, oltre alle attività di educazione ambientale per le nuove generazioni (anche con il premio alle scuole intitolato al primo presidente di Coinger Giovanni Ballerio). E ancora, i 240mila euro che Coinger ha «scontato» ai Comuni per gestire la raccolta del “sacco arancione” per pannolini, pannoloni e rifiuti sanitari. Per il futuro, l’obiettivo è stabilizzare la TariP, ampliare le frazioni misurate in linea con il nuovo MT-3 (Metodo Tariffario 3) di Arera e contenere i costi. «La tariffa puntuale serve per l’equità, e per contenere i costi che aumentano, non per risparmiare» chiarisce Ginelli, con il direttore generale Magnoni che ricorda «l’aumento del 14% previsto dal nuovo contratto nazionale di categoria» che dovrà essere assorbito nelle “bollette” dei rifiuti.

Dubbi sul gestore unico provinciale

Sullo sfondo c’è il dibattito sul gestore unico provinciale dei rifiuti, su cui la “galassia Coinger” non ha mai nascosto perplessità. «Tema da affrontare, ma l’esempio di Coinger dimostra che bisogna fare valutazioni ponderate e scegliere Ato volontari, mentre è complesso pensare di aggregare tutta la provincia – sottolinea Graziano Maffioli, dall’alto di trent’anni di esperienza con la fascia tricolore – i rifiuti non sono l’acqua. Le cose troppo facili mi turbano: prima di semplificare problematiche complesse occorre prudenza. Qui in Coinger abbiamo ottenuto risultati non da poco, ma dietro c’è un lavoro enorme durato otto anni con tutte le proteste social che sono seguite. La questione del gestore unico dei rifiuti non può essere calata dall’alto, deve emergere dal basso, dalle esigenze degli enti locali e degli operatori del settore».

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