COMO – Segregata in casa dalla suocera e dal marito dopo il matrimonio combinato tra parenti in Marocco. E’ l’incubo vissuto da una giovane di 18 anni, incinta dopo le nozze, portata in Italia dal marito classe 1994 e liberata dai carabinieri della compagnia di Cantù grazie all’intervento di una connazionale. E’ quanto riporta QuiComo.
Segregata in casa
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la giovane, costretta a inizio 2025 a un matrimonio combinato in Marocco, è stata portata in Italia dal marito, in un comune del Comasco, dopo essere rimasta in cinta. E’ a questo punto che marito e suocera l’hanno costretta a vivere nel più completo isolamento. La ragazza non poteva uscire, non poteva imparare l’italiano per evitare che riuscisse a comunicare la propria condizione, non poteva nemmeno guardare la Tv. Non violenze fisiche, a quanto emerso, ma pesanti abusi psicologici.
Libera grazie a un’altra donna
L’incubo è andato avanti sino a quando una connazionale e lontana parente, tra i pochissimi ad avere contatti con la ragazza, non si è rivolta ai carabinieri denunciando la situazione. I militari hanno eseguito un accesso all’abitazione con un interprete e hanno quindi potuto raccogliere la diretta testimonianza della 18enne. Marito e suocera sono indagati per maltrattamenti mentre la giovane è stata collocata al sicuro in una struttura protetta.
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