MILANO – Meccatronica, riabilitazione e longevità, agroindustria e agritech, intelligenza artificiale, tessile e abbigliamento, farmacologico, biomedicale e sanitario. Sono questi gli ambiti delle prime sei candidature pervenute a Regione Lombardia per l’attuazione delle Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis), il nuovo strumento di politica industriale promosso dall’assessore allo sviluppo economico Guido Guidesi. Una di queste riguarda il territorio di Como e Varese.
Il tessile unisce Como e Varese
La candidatura Zis Tessile, con capofila Sviluppo Como – ComoNext, unisce le specializzazioni di Como e Varese per accompagnare la filiera verso innovazione, sostenibilità e nuovi mercati. Il masterplan mette in rete centri tecnologici, università, formazione, rappresentanze e istituzioni, con servizi per le Pmi e percorsi di sperimentazione su automazione, tessili tecnici e riciclo avanzato. Lo sviluppo delle competenze e il sostegno a startup e nuove applicazioni industriali completano la proposta per la transizione digitale e circolare del settore.
Risposta positiva
Le prime sei proposte rappresentano già una prima dimostrazione concreta della risposta positiva del sistema lombardo al modello delle Zis. La scommessa di Regione Lombardia è quella di rafforzare la competitività dei territori attraverso una maggiore integrazione tra imprese, università, enti pubblici, enti di formazione e realtà sociali, favorendo la nascita di ecosistemi dell’innovazione forti, riconoscibili e capaci di competere a livello nazionale e internazionale. Le Zis puntano così a creare condizioni favorevoli per la crescita delle imprese e la nascita di startup innovative, per lo scambio di conoscenze e tecnologie tra mondo produttivo e centri di ricerca, per la formazione di nuove competenze e la creazione di lavoro qualificato, ma anche per l’attrazione di investimenti e talenti.
Scommessa istituzionale
I protagonisti delle Zis sono i territori, mentre Regione Lombardia assume il ruolo di regista, facilitatore e connettore tra soggetti pubblici e privati, con l’obiettivo di trasformare le competenze e le specializzazioni già presenti in Lombardia in nuove opportunità di crescita. «Le prime sei candidature, provenienti da ambiti diversi ma accomunati dalla forte presenza di competenze, imprese e ricerca, rappresentano dunque il primo risultato di questa scommessa istituzionale e confermano la volontà del sistema lombardo di misurarsi con un nuovo modello di politica industriale, costruito dal territorio e per il territorio», si legge nella nota diffusa da Regione Lombardia.
Ora la valutazione
Tutte le candidature pervenute sono attualmente in fase di valutazione: quelle che otterranno il via libera accederanno alla seconda fase, che riguarda la negoziazione e l’elaborazione del Piano strategico definitivo. La manifestazione di interesse per le Zis resta aperta con l’intento di accogliere ulteriori proposte dei territori. In ciascun territorio provinciale potranno essere riconosciute fino ad un massimo di due Zone di Innovazione e Sviluppo. Sono ammesse più candidature interprovinciali, esclusivamente se accompagnate da lettere di endorsement di tutte le Province coinvolte. A livello regionale potrà essere riconosciuta una sola Zis per ciascuna area di specializzazione tematica, indipendentemente dalla natura provinciale o interprovinciale della candidatura.
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