SESTO CALENDE – “I want problems” è il brano che inaugura le Anfibia Live Sessions: una serie di registrazioni in presa diretta che raccontano il lato più fisico e imprevedibile del progetto, un sound che la stessa formazione definisce “anfibio”.
Musica in continuo movimento tra afrobeat, nu-jazz, dub-funk e psichedelia post-rock, che non sente il bisogno di appartenere a un solo genere. Il suono passa da atmosfere scure, liquide e sospese a una dimensione dal vivo più diretta e fisica, richiamando metaforicamente anche l’ecosistema lacustre: acqua e terra, profondità e superficie, movimento e sospensione.
Dall’alchimia delle jam session a una nuova identità
I Bulcorea! sono un progetto formato da un nucleo stabile di sette musicisti, tutti residenti sulle sponde del Lago Maggiore e del fiume Ticino: Ruggero Vultaggio al basso, Lorenzo Meani al sax alto, Luca Marchetti al sax baritono, Michele Ponti e Giovanni Brena alle chitarre, Amerigo Ciarini a tastiere e synth e Stefano Simone alla batteria.
Più che da un’idea a tavolino, i Bulcorea! nascono dall’intreccio di storie personali, anni di strada e percorsi condivisi nella scena musicale del territorio varesino. È attraverso la spontaneità delle jam session che questa alchimia si è trasformata nella consapevolezza di una nuova identità. Da qui il concetto di collettivo: una formazione dal nucleo stabile, ma aperta alla collaborazione con un universo di musicisti e figure creative che ne condividono la ricerca sonora e l’immaginario.
Una forma di esorcismo giocoso
“I want problems” è un brano strumentale, costruito attorno a una pulsazione ipnotica che si muove tra tensioni in crescendo e momenti più rarefatti, prima di riprendere la corsa verso un finale denso e improvviso. A interrompere il flusso arrivano due momenti vocali tra campionamenti e citazioni: “I don’t want peace. I want problems. Always!” (Non cerco la pace. Voglio problemi. Sempre!); nel finale sono invece gli stessi musicisti a urlare – in modo catartico – la celebre sfuriata di Gennaro Gattuso, “sometimes may be good, sometimes may be shit!”.
Il titolo non rimanda a un problema specifico e il brano non nasce come protesta. È piuttosto una riflessione ironica sulla frenesia contemporanea e sulla difficoltà di fermarsi: una chiave di lettura volutamente aperta, in cui la musica diventa una forma di esorcismo giocoso. In fondo, il groove dei Bulcorea! non risolve il problema. Certe volte le cose vanno bene, altre peggio…l’importante è seguire il flusso e continuare a muoversi.
Il primo passo di un percorso già in movimento
“I want problems” è il primo passo di un percorso già in movimento. A novembre è prevista la pubblicazione di un secondo video estratto dalle Anfibia Live Sessions, prima dell’ingresso in studio per la lavorazione di nuovo materiale inedito.
Questo debutto si inserisce all’interno di una rete di realtà indipendenti e sinergie culturali attive tra la provincia di Varese e il Lago Maggiore, a partire dalla collaborazione con Dischi Lacustri (progetto discografico firmato dall’associazione Onde Lacustri, già punto di riferimento territoriale con rassegne e festival come Suoni Lacustri, Microonde e Softember). Un punto di partenza nato dal basso, che sceglie di crescere radicandosi nel territorio e mantenendo aperto il dialogo tra musica dal vivo, ricerca sonora e immaginario collettivo.
A meno di ventiquattr’ore dall’uscita, “I want problems” passerà subito dallo schermo al palco: domani, sabato 17 ottobre, i Bulcorea! saranno in concerto a Corgeno di Vergiate per il Terzo Sabato, la rassegna culturale della cooperativa L’Aquilone. Appuntamento alle 19.30 al Centro di Aggregazione Giovanile in via Leopardi 28; a seguire dj set.
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