VERGIATE – Una vecchia casa di corte – abbandonata e pericolante – che «da molti anni sta crollando e provoca continui danni alla mia proprietà». Con queste parole Rosanna Acerbis, residente a Corgeno, denuncia il «pericolo imminente di crolli» legato all’instabilità della struttura che confina con la propria abitazione. Un’area che oggi è transennata, come avvertimento. Ma che allo stesso tempo ha portato a creare una situazione generale di degrado. Insomma: «Siamo ostaggio di un bosco di erbacce e topi».
Il caso
Acerbis si sfoga attraverso una lettera, ripercorrendo passo passo la vicenda. «La situazione è diventata così pericolosa che sono dovuti intervenire i vigili del fuoco», si legge. «A seguito del loro sopralluogo, i tecnici del Comune e la polizia locale di Vergiate sono usciti sul posto e il Comune stesso ha provveduto a transennare l’area per imminente pericolo di crolli». La risposta dell’ente locale, dice, è stata una «conferma che l’immobile è attualmente in carico a Banca Intesa San Paolo: tuttavia, invece di obbligare il colosso bancario a intervenire, l’amministrazione comunale ha preteso per iscritto che fossimo noi vicini di casa – soggetti danneggiati – a ripulire e mettere in sicurezza l’area». Ma questo, prosegue, «è un paradosso giuridico totale: l’area è stata transennata dal Comune per pericolo di crollo il 3 aprile 2026 contestualmente all’intervento dei vigili del fuoco. Quindi, noi non abbiamo nemmeno il diritto legale di accedervi, né possiamo scavalcare le transenne poste dalle autorità».
«L’inerzia delle parti»
A causa del blocco e della «inerzia delle parti», lo spazio si è trasformato «in una vera e propria giungla». Racconta: «Le piante selvatiche sono ormai alte più di due metri, soffocano la corte e hanno alimentato un’inarrestabile e grave infestazione di topi a ridosso delle finestre della mia abitazione». Oltre al crollo esterno, poi, «l’interno dell’immobile è spaventosamente pieno di rifiuti di ogni tipo: una vera e propria discarica abusiva al coperto che attira i parassiti. Quando era ancora possibile accedere, ho provveduto a fotografare questa situazione, inviando immagini dettagliate degli interni sia al Comune, sia all’Ats, sia alla procura». E ancora: «L’Ats ha risposto formalmente al Comune, intimando il ripristino igienico sanitario e io stessa ho depositato due mesi fa un esposto tramite i carabinieri alla procura della Repubblica di Busto Arsizio, inviando foto e dettagli». Ma, conclude, «noi cittadini siamo stati lasciati soli a vivere nel pericolo e in mezzo ai topi, prigionieri della burocrazia».
Il sindaco spiega
Il Comune, interpellato, ha messo in chiaro la propria posizione. Il sindaco Daniele Parrino ha spiegato quali sono le possibilità di manovra dell’ente e gli obblighi da rispettare. Dice: «Capisco la signora, ma noi purtroppo facciamo quello che le regole impongono. L’ufficio tecnico ha infatti effettuato tutte le valutazioni del caso e la conclusione è che c’è un proprietario dell’immobile – la banca, appunto – che deve intervenire». In sostanza, aggiunge, «i tecnici dicono che in questo momento non ci sono le condizioni per fare un’ordinanza contingibile urgente per la demolizione». Inoltre, «da una verifica degli uffici risulta che una parte del mappale che andrebbe abbattuta è anche di proprietà della signora che denuncia».
Vergiate, è crollata quasi del tutto la “Turascia”. Simbolo di Corgeno
