Cresciuto a Buscate, è stato parroco a Varese: padre Ielpo respinto al Santo Sepolcro

Padre Francesco Ielpo

BUSCATE – A Gerusalemme è stata una Domenica delle Palme segnata da una decisione senza precedenti: al cardinale Pierbattista Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, nuovo Custode di Terra Santa e religioso cresciuto a Buscate, è stato impedito l’ingresso alla Basilica del Santo Sepolcro per la celebrazione della Messa.

La denuncia

A denunciarlo, con una nota congiunta, sono stati il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa, parlando apertamente di una misura «palesemente irragionevole e gravemente sproporzionata». I due religiosi, tra le più alte autorità ecclesiastiche cattoliche nei Luoghi Santi, sono stati fermati dalla polizia israeliana lungo il percorso, mentre si recavano in forma privata, senza alcuna processione o cerimonia pubblica, e costretti a tornare indietro.

Mai accaduto

Secondo quanto sottolineato nel comunicato, si tratterebbe di un fatto «senza precedenti da secoli»: mai prima d’ora ai vertici della Chiesa era stato impedito di celebrare la Messa della Domenica delle Palme nella Basilica del Santo Sepolcro, uno dei luoghi più sacri della cristianità. Una decisione definita «affrettata e fondamentalmente errata», che rappresenta «un grave allontanamento dai principi di libertà di culto e rispetto dello Status Quo».

Parole dure, che riflettono anche la portata simbolica dell’episodio in un momento delicato come quello della Settimana Santa, mentre milioni di fedeli in tutto il mondo guardano a Gerusalemme. I responsabili ecclesiastici hanno ricordato come, dall’inizio del conflitto, la Chiesa abbia sempre rispettato le restrizioni imposte, cancellando eventi pubblici, limitando la partecipazione e garantendo comunque le celebrazioni attraverso le trasmissioni.

Il cardinale Pizzaballa e padre Ielpo hanno espresso «profondo rammarico» per quanto accaduto, sottolineando come sia stata impedita la preghiera «in uno dei giorni più sacri del calendario cristiano».

Nonostante lo stop al Santo Sepolcro, la giornata è proseguita con un momento di preghiera alternativo: dal Santuario del Dominus Flevit, sul Monte degli Ulivi, il Patriarca ha guidato una preghiera per la pace, concludendo con la benedizione sulla Città Santa. Già nei giorni scorsi, per le stesse ragioni legate alla sicurezza e al conflitto in Medio Oriente, era stata cancellata anche la tradizionale processione delle Palme.

Padre Francesco Ielpo

In questo contesto si inserisce la figura di padre Francesco Ielpo, nominato Custode di Terra Santa nel giugno 2025. Nato a Lauria, in Basilicata, nel 1970, è però profondamente legato al nostro territorio: è cresciuto a Buscate, nella diocesi di Milano, e ha maturato qui una parte significativa del suo percorso umano e spirituale.

Frate minore, ordinato sacerdote nel 2000, Ielpo ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità, tra cui quello di parroco a Varese e di Commissario di Terra Santa per la Lombardia e il Nord Italia. Dal 2022 è stato anche presidente della Fondazione Terra Santa e membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Pro Terra Sancta.

La sua nomina a Custode – figura chiave per la presenza francescana nei Luoghi Santi – è arrivata in un momento particolarmente complesso, segnato da tensioni e guerra. Un incarico che oggi si carica di ulteriore significato alla luce di quanto accaduto a Gerusalemme: un episodio che rischia di lasciare un segno profondo nei rapporti tra autorità civili e comunità religiosa, proprio nei giorni più simbolici per il mondo cristiano.

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