Crollo all’Arena di Busto, opposizioni all’attacco: «Altro che città dello Sport»

BUSTO ARSIZIO – Opposizioni all’attacco dopo il crollo di una parte della copertura del foyer della e-work Arena. Mentre il PD annuncia «un’interrogazione», i centristi non rappresentati in sala esagonale vanno giù pesante Azione ricorda il riconoscimento di “Città Europea dello Sport”, che «ha nascosto le mancanze gestionali del nostro patrimonio sportivo», mentre Busto Rinasce invita l’amministrazione Antonelli a «prendersi cura della città prima che cada a pezzi».

La riflessione di Azione

«Dal 2023, quando l’Unione Europea ha riconosciuto Busto Arsizio come “Città Europea dello Sport”, il luccichio di quell’onore ha nascosto le mancanze gestionali del nostro patrimonio sportivo che è strumento di salute, integrazione , educazione e politica sociale. Oggi quel riconoscimento appare una beffa alle migliaia di atleti, familiari e cittadini che fruiscono dei nostri impianti – si legge nella nota di Azione, il partito di Carlo Calenda il cui coordinatore provinciale è il bustocco Franco Binaghi – dopo i problemi più volte segnalati all’Amministrazione, a partire dall’inagibilità della piscina Manara, chiusa dal giugno 2024, arriva ora il crollo, per apparente scarsa manutenzione, di un pilastro dell’e-Work Arena, un altro degli impianti simbolo dello sport cittadino. E mentre resta ancora da capire quale sarà il futuro del Palaginnastica, atteso da anni, continuano a emergere criticità anche in altre strutture, dal PalaBorsani al Pala Ariosto». (In realtà il PalaBorsani però è a Castellanza, dove Azione sostiene il sindaco Cristina Borroni).

Per i calendiani di Busto «a questo punto è necessario che l’amministrazione faccia finalmente chiarezza: quali sono i costi, quali i tempi per il ripristino e, soprattutto, qual è lo stato manutentivo complessivo dei nostri impianti sportivi?Busto Arsizio ha una grande tradizione sportiva e società che rappresentano un patrimonio per tutta la città. Lo sport deve tornare a essere una risorsa e un orgoglio per la città, non un problema da affrontare ogni volta che emerge un’emergenza».

Il PD presenterà un’interrogazione

Annuncia «un’interrogazione in consiglio comunale per capire cosa è successo, perché siamo arrivati a questo e cosa intende fare l’amministrazione nell’immediato» la consigliera comunale del PD Valentina Verga. Che definisce «prevedibile» il crollo che si è verificato nel foyer della e-work Arena: «Quando sono stata ai campionati nazionali di twirling a giugno, c’era un’area recintata nel foyer con l’acqua che scendeva e i secchi sotto. Un problema più volte segnalato, poi non so se da quello sia dipeso il crollo. E cara grazia che sia successo quando non c’era lì nessuno». Ora Verga chiede all’amministrazione chiarezza: «Busto è città dello Sport ma le società sportive devono essere messe in condizione di fare sport, a partire dalla Ginnastica ancora costretta nel sottopalestra di via Ariosto in attesa del Palaginnastica. Ora il problema della e-work Arena merita risposte rapide non solo per la UYBA ma per tutte le società e i cittadini che utilizzano quella struttura».

Il “black humour” di Busto Rinasce

«A Busto sembra quasi che le emergenze siano le benvenute. Perché sono il primo passo verso una nuova inaugurazione in pompa magna». Ricorre al sarcasmo Busto Rinasce, il movimento fondato da Salvatore Loschiavo, per commentare il “caso” e-work Arena. «La prevenzione? Quasi controproducente. Perché se sistemi le cose prima che sia troppo tardi, poi cosa rattoppi? E soprattutto: quale nastro tagli? L’e-Work Arena è soltanto l’ultimo episodio». Loschiavo e C. ricordano «l’avvertimento quasi profetico» del presidente della Uyba Andrea Saini: «Non un’altra Manara». E l’invito del direttore generale Mattia Moro, ad agire «prima che sia troppo tardi». Fino alla «domanda politica» di Busto Rinasce: «Possibile che a Busto si debba arrivare così spesso all’emergenza prima di intervenire? Ciò che si potrebbe curare prima che sia troppo tardi viene troppo spesso lasciato deteriorare. Poi arriva l’emergenza, parte il rattoppo e, magari qualche mese dopo, la riapertura può essere raccontata come un nuovo successo dell’Amministrazione. È un modo curioso di intendere la manutenzione. Noi di Busto Rinasce ne preferiremmo uno più semplice: prendersi cura della città prima che cada a pezzi. Perché una buona amministrazione non dovrebbe vantarsi di quante emergenze riesce a risolvere. Dovrebbe essere giudicata per quante riesce a evitarne».

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