CADREZZATE – Resta in carcere Elia Del Grande, 50 anni, protagonista di una fuga dalla casa di lavoro di Alba avvenuta nel giorno di Pasqua. L’uomo si era allontanato dopo aver ottenuto un permesso per svolgere attività di volontariato in una mensa per persone in difficoltà.
Resta in carcere
Del Grande, già noto alle cronache per la cosiddetta “strage dei fornai” — nel 1998 uccise il padre, la madre e il fratello nell’abitazione di famiglia a Cadrezzate, in provincia di Varese, scontando una pena di 26 anni e 4 mesi — è stato arrestato mercoledì scorso a Varano Borghi, al termine di una fuga durata quattro giorni.
Al momento dell’arresto gli sono stati contestati i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale: secondo gli inquirenti, nel tentativo di sottrarsi alla cattura avrebbe investito e ferito un carabiniere. A suo carico anche l’accusa di rapina aggravata nei confronti di una donna di 70 anni, che sarebbe stata aggredita per sottrarle l’auto utilizzata nella fuga.
Accolta la richiesta della procura
Interrogato ieri, 10 aprile, nel carcere di Varese dal giudice per le indagini preliminari Marcello Buffa, Del Grande ha respinto l’accusa di aggressione all’anziana e ridimensionato la propria condotta nei confronti delle forze dell’ordine. Il Gip, che si era riservato la decisione, ha disposto la permanenza in carcere, accogliendo la richiesta della Procura di Varese.
Indagine per favoreggiamento a Alba
Nel frattempo proseguono gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio i quattro giorni di latitanza. La Procura di Alba ha aperto un fascicolo nei confronti di una donna residente ad Angera ritenuta una conoscente di lunga data del fuggitivo: secondo le prime ricostruzioni, lo avrebbe raggiunto in Piemonte per poi accompagnarlo in auto fino alla provincia di Varese. Gli investigatori stanno verificando se la donna fosse a conoscenza della fuga o sia stata coinvolta in modo involontario e in che modo sia stato organizzato il trasferimento.
