Disastro Pro Patria: Greco verso l’esonero, soluzione interna con Bolzoni?

BUSTO ARSIZIO – Disastro Pro Patria! Ore frenetiche in via Ca’ Bianca, dove – pur non filtrando alcuna novità ufficiale – le parole pronunciate da Turotti nel post partita di domenica sera hanno lasciato il segno.
Mister Greco sembra insomma andare verso un esonero per certi versi inevitabile: inevitabile per i risultati della squadra (ultima per punti), per il non gioco espresso e per l’inesperienza nel gestire (anche a livello di dichiarazioni: “la vera Pro Patria si vedrà a febbraio”) una situazione mai compresa del tutto (come il “segreto” sulle convocazioni), ben sintetizzata dalla scelta di preferire a fine mercato un attaccante ad un difensore.

Turotti no

Ma in molti domenica si sarebbero aspettati in realtà anche le dimissioni almeno formali (ma non pervenute) di Sandro Turotti: sarebbe stato un atto dovuto per l’ennesimo allenatore sbagliato (dopo aver bruciato Colombo) e per aver allestito una rosa monca: l’anno scorso degli attaccanti (al netto del portafoglio a disposizione), quest’anno dei difensori, senza attenuanti.

Turotti sì

Poi la proprietà – non certo esente da colpe, tutt’altro… – le avrebbe dovute (giustamente) respingere, in primis perchè anche nelle difficoltà ci vuole cervello e sangue freddo, in. secundis perché il diesse biellese – pur coi suoi modi un po’ superati di voler avere tutto sotto controllo (“a Busto non si muove foglia che Turotti non voglia”) – resta oggettivamente l’unico professionista in grado di poter porre rimedio in tempi brevi al disastro in cui si è cacciata la Pro Patria, ultima in graduatoria per punti ottenuti sul campo e fortemente indiziata – allo stato attuale – per una seconda retrocessione consecutiva che avrebbe del clamoroso.

Isolamento

Turotti resta l’unico caposaldo di speranza, anche perchè la proprietà – non certo avvezza al contraddittorio così come al confronto – non ha mai voluto dotarsi – forse anche per ragioni di budget – di un direttore generale, chiudendosi sempre più in se stessa. Ne è così scaturito un isolamento che ha portato la società a credersi quasi onnipotente, a non mettersi mai in discussione, a voler controllare tutto e tutti, ad esiliare i giornalisti scomodi (tenendosi invece ben stretta gli allineati), a censurare gli striscioni, a bannare i tifosi e chi ne ha più ne metta, pizze comprese.

Recidività

Il tempo alla fine, come sempre, è stato (e sarà) galantuomo: e quello che su queste colonne avevamo già anticipato fin dalla quarta giornata – qualcuno addirittura nel precampionato – Turotti e la società lo hanno capito con un ritardo inammissibile e ingiustificabile, soprattutto per la recidività di quanto compiuto lo scorso anno con Colombo.

La cura: bagno d’umiltà

Errori imperdonabili – c’è chi ritiene figli anche della presunzione – cui ora si dovrà rimediare in fretta con un bagno di umiltà immediato (errare è umano, perseverare no), con un’apertura totale all’ambiente (l’isolamento ha portato all’allontanamento dei tifosi), con un cambio di strategia repentina (anche per ripopolare lo “Speroni”) e con una rivoluzione culturale sempre più necessaria, anche nella comunicazione (cosa sarebbe cambiato con una telefonata…). All’avvocato Zema il compito, morale e non, di questa rivoluzione.

Ora la società…

Fondamenta – unite ad una doverosa chiarezza societaria (chi deve entrare, si decida a farlo una volta per tutte, gestendo la Pro Patria con presenza e amore) – che dovranno portare alla scelta del nuovo allenatore: un allenatore navigato – lo dicamo subito, come ripetuto anche dopo la retrocessione di Vercelli – che dovrà avere l’esperienza e la personalità per guidare un gruppo di calciatori che, con due/tre rinforzi in difesa (noi, a dirla tutta, cambieremmo l’intero reparto), ha comunque le qualità, a centrocampo e in attacco, per potersi salvarsi.

… e l’allenatore

Un allenatore per intenderci leader alla Beppe Sannino, capace di essere il riferimento di tutti e per tutti, o gestore alla Luciano Foschi, perfetto trait d’union fra squadra, società e ambiente.
Dalla scelta del nuovo tecnico – circolano già i primi nomi, fra cui l’ex Novara Giacomo Gattuso – si capirà tanto della “nuova” Pro Patria, anche se non si esclude la pista interna di Francesco Bolzoni, ex centrocampista di serie A con le maglie di Siena e Palermo e attuale tecnico della Primavera tigrotta. Sarebbe una soluzione ponte a costo zero per provare a dare una scossa immediata alla squadra e per fare con relativa calma – da qui alla pausa natalizia e al mercato di gennaio – le valutazioni del caso.

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Pro Patria Greco Bolzoni – MALPENSA 24
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