Alla dogana di Como con 15 chili di cocaina: arrestato trafficante dominicano

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COMO – Al valico di Brogeda intercettata un’auto dalla Svizzera con oltre 15 chilogrammi di cocaina: in manette un trafficante dominicano. L’arresto rientra tra le attività di vigilanza quotidiana ai valichi, rafforzate in ragione del traffico connesso alle Olimpiadi Milano-Cortina. Il personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del distaccamento di Ponte Chiasso e i militari della Guardia di Finanza del gruppo Ponte Chiasso hanno fermato presso il valico di Brogeda un’auto in entrata guidata da un cittadino dominicano residente in Spagna.

Il controllo

Sin dalle prime fasi del controllo doganale l’uomo ha mostrato evidenti ed ingiustificati segni di nervosismo nel rispondere alle domande di rito poste dagli operanti in ordine alla provenienza e al motivo del viaggio. In particolare, il viaggiatore, che era alla guida di un mezzo con targa svizzera intestato ad un terzo soggetto, ha dichiarato agli agenti di doversi recare a Genova, senza tuttavia specificare i motivi del viaggio. Questa circostanza ha indotto gli operanti ad approfondire il controllo sulla persona, sui bagagli e sull’autovettura stessa. Gli accertamenti di natura tecnica operati dai militari “cacciavitisti” hanno consentito di rinvenire, in una prima fase del controllo, un piccolo doppiofondo ricavato nel vano portaoggetti del cruscotto, risultato tuttavia vuoto. 

La droga nascosta

Tale evidenza ha indotto i finanzieri ad approfondire l’ispezione del veicolo, che ha portato a scoprire un secondo e più capiente doppiofondo nel retro dei sedili posteriori, al cui interno erano occultati oltre 15 chilogrammi di cocaina, divisi in 14 panetti sigillati con pellicole gialle e verdi. Pertanto si è proceduto all’arresto in flagranza di reato del soggetto per traffico internazionale di droga, con conseguente trasporto presso la casa circondariale di Como Bassone a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e, in forza del principio di non colpevolezza, la responsabilità della persona sottoposta ad indagine sarà accertata solo a seguito di sentenza irrevocabile di condanna. Il risultato conseguito, frutto del protocollo d’intesa fra Adm e Guardia di Finanza, si inquadra nel più ampio e costante dispositivo di prevenzione attuato presso i valichi di confine, a presidio della legalità e per contrastare in particolare il fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti.

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