DOMODOSSOLA – L’angoscia dei famigliari e l’enigma del cadavere riaffiorato dalle acque si sono incrociati nel pomeriggio di ieri, mettendo una tragica parola fine a due gialli paralleli che stavano tenendo con il fiato sospeso l’intera Val d’Ossola.
L’identificazione formale della salma ha infatti risolto contemporaneamente due misteri: da un lato l’identità del corpo privo di vita avvistato nel rio Ogliana, dall’altro la drammatica e improvvisa sparizione di Saiu Cosmin Alexandru, il ventinovenne scomparso venerdì mattina dal centro di Domodossola.
L’avvistamento nel torrente e la doppia svolta
A dare una svolta decisiva a entrambe le vicende è stato, intorno alle 13, un gruppo di praticanti di canyoning di nazionalità spagnola. Giunti in zona per un’uscita di torrentismo – il percorso Rio Menta-Ogliana è tra i più noti e apprezzati d’Europa dagli appassionati della disciplina – i giovani forristi hanno notato la salma affiorare in una pozza d’acqua e hanno immediatamente lanciato l’allarme per quello che, in un primo momento, era un corpo senza nome.
L’area del ritrovamento, compresa tra la località Quarata di Cosasca (Trontano) e Beura-Cardezza, è estremamente impervia e caratterizzata da pareti scoscese e vegetazione fitta, un settore accessibile quasi esclusivamente dagli amanti del torrentismo. Quando le forze dell’ordine e i soccorritori sono riusciti a incrociare i dettagli, l’identità dell’uomo ha trovato immediata e dolorosa corrispondenza con la denuncia di scomparsa formalizzata soltanto il giorno prima.
I soccorsi e il complesso recupero
La macchina dei soccorsi si è attivata all’istante, concentrando le operazioni nei prati tra Cosasca e Beura. Sul posto sono intervenute le squadre del Soccorso Alpino civile, i finanzieri del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (SAGF) di Domodossola e i Vigili del Fuoco con il nucleo SAF (Speleo-Alpino-Fluviale).
Vista la conformazione del canalone, si è reso necessario l’intervento dell’elicottero di Air Green. L’aeromobile ha trasportato in quota quattro tecnici forristi della X Delegazione Valdossola del Soccorso Alpino. Mediante l’uso del verricello, gli operatori sono riusciti a calarsi nella gola, recuperare la salma e trasportarla a valle, prima del successivo trasferimento presso l’obitorio a disposizione dell’autorità giudiziaria.
L’allontanamento e il ritrovamento del telefono
Cosmin si era allontanato da casa venerdì mattina, nella zona di Piazza Mercato, nel centro di Domodossola.
La famiglia, fortemente preoccupata perché il ventinovenne si trovava in uno stato di forte confusione mentale e non aveva con sé i documenti, aveva sporto denuncia alle forze dell’ordine e diffuso sui social appelli disperati con la sua descrizione per ritrovarlo.
Un primo tassello delle sue ultime tracce era emerso con il ritrovamento del suo cellulare, abbandonato nei pressi della stazione ferroviaria di Domodossola. Poi, a distanza di poco più di ventiquattr’ore, il tragico epilogo arrivato dai boschi della valle che ha chiuso drammaticamente le ricerche.
Dai primi accertamenti condotti dalle forze dell’ordine, l’ipotesi più probabile è che il giovane abbia camminato fino alla zona impervia sopra la forra per poi scivolare o cadere nel vuoto, precipitando nel canalone e finendo nelle acque del torrente.
