Elezioni 2027, a Varese salgono le quote di Marsico “spinto” da Fontana e Cosentino

Il borsino candidati: la stabilità di Colombo a Gallarate, l'ascesa di Maffioli a Busto e il picco di Marsico a Varese

VARESE – Si parla delle elezioni ormai alle porte di Luino, Somma e Laveno e si lavora sotto traccia per i candidati a sindaco di Varese, Busto, Gallarate, dove al momento, si registra una decisa risalita per il nome di Luca Marsico a Varese. Mentre a Gallarate le quotazioni del candidato targato Fratelli d’Italia – Marco Colombo – restano forti e stabili, e a Busto quelle dell’onorevole Manuela Maffioli resistono a piccoli trabocchetti legati alla politica del «se non io… muoia Sansone con tutti i filistei». Ma andiamo con ordine, partendo da Varese, casella che davvero potrebbe sistemare, a cascata, il gioco a incastri di Gallarate e Busto.

I Marsicani varesini

I Marsicani varesini, che non sono lupi dell’entroterra abruzzese, ma i sostenitori dell’ipotesi Luca Marsico candidato sindaco di Varese, da settimane si sono acquietati. E in politica, si sa, che è proprio quando tutto tace che le api operose sono al lavoro. Ora, dicono i ben informati, a pilotare questa candidatura è nientepopodimeno che il governatore della Lombardia Attilio Fontana. Il presidente leghista, infatti, vanta da sempre stima e collaborazione professionale e politica con l’ex forzista. Non solo, ma Fontana può anche diversificare il “colore” della candidatura, nel senso che a spingere Marsico non è ufficialmente la Lega (che però, volente o nolente, si accoderebbe all’input di Fontana), bensì Lombardia Ideale, contenitore politico capeggiato da Giacomo Cosentino, considerato il pit bull del governatore in Regione.

E Raffaele Cattaneo? L’ipotesi resta in campo, anche perché, si dice, che quella del sottosegretario in Regione e leader di Noi Moderati, sia al momento la preferita da Fratelli d’Italia, partito che ha una serie di nomi spendibili, ma non il carico da 90 capace di mettere tutti a tacere. E non è un caso che Cattaneo, uomo che del mare della politica conosce ondine e tsunami, si cuce la bocca ogni qualvolta che il discorso sulle vira sulle candidature varesine.

Un Fratello per Gallarate

Diciamolo subito: a Gallarate la certezza è che il prossimo candidato a sindaco sia di Fratelli d’Italia. Da qui in avanti però molto dipende anche dalle scelte che intenderà fare l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. La donna forte dei meloniani in provincia di Varese al momento ha solo dato l’input di bandiera. Infatti, ai più, dice di voler continuare la sua esperienza in Regione. Qualche settimana fa qualcuno la dava pronta per sbarcare a Roma nel ruolo di sottosegretaria. La cosa poi è tramontana. Qualcuno dice solo rinviata al prossimo giro. Vedremo. In ogni caso, se Francesca Caruso opterà per una partita regionale o nazionale, toccherà all’attuale presidente del consiglio e consigliere provinciale Marco Colombo guidare il centrodestra gallaratese.

Busto, Forza Italia alza la voce

Dunque, dicono – non tutti – i forzisti: «Marsico a Varese non è nostro (e su questo ci sarebbe da discutere visto il passato politico dell’avvocato), a Gallarate ci sarà un candidato sindaco di Fratelli d’Italia, quindi a Palazzo Gilardoni a Busto tocca a noi». Questa è la tesi che in una parte del partito di Berlusconi sta prendendo quota. E il nome che gira è quello di Alberto Riva, già assessore nel primo mandato Antonelli, uomo al quale non mancano certo capacità e competenze amministrative e che, in questo momento, sta guidando il partito nel ruolo di segretario cittadino. Però c’è un però, che non solo risponde al nome di Manuela Maffioli, bensì anche ai gradi che la leghista, fresca deputata, ha conquistato al contempo dello scranno in parlamento.

In Lega, non in quella bustocca, il ragionamento è opposto a quello forzista, parte proprio da Busto e recita più o meno così: «A Gallarate Fratelli d’Italia, a Varese un nome, qualsiasi nome, non sarà nostro, quindi è tempo che un leghista, anzi una leghista, torni a guidare la città. Poi ci sono delle gerarchie da rispettare che superano anche le ambizioni personali. E i gradi di deputato hanno un valore e pure un peso». È chiaro che chi sta sul Carroccio bustocco il nome non lo vuole fare per il momento, ma nel partito sanno anche che quello dell’onorevole bustocca è un’ipotesi che trova consensi anche fuori dagli stretti – sempre più stretti – confini leghisti. Le prove? L’ultimo mossa del sindaco Antonelli, che ha messo fuori dai giochi l’assessore Albani e in difficoltà un pezzo di Lega. Giochi che, sia chiaro, sono ancora apertissimi in una partita che, se fosse calcio, siamo pronti a scommetterci, sarà piena di falli da dietro.

varese marsico sindaco – MALPENSA24
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