MAGNAGO – Condivisione, ascolto, rispetto: sono le parole chiave che campeggiano nella sede elettorale della lista civica SiAmo Magnago Bienate inaugurata oggi, sabato 28 marzo, in piazza San Michele. È stata l’occasione per presentare ufficialmente il candidato sindaco Gilberto Cimmino (nelle foto) e per mettere in chiaro i rapporti con il centrodestra – che ieri ha annunciato la candidatura di Mario Ceriotti – dopo la crisi che ha portato alla fine anticipata dell’amministrazione Candiani.
Cimmino: «Vogliamo un paese di serie A»
«Vengo dal mondo dell’imprenditoria, sono nato qui 63 anni fa e qui sono cresciuto – ha esordito Cimmino – Mi fa molto piacere fare qualcosa per la mia gente, ero già stato contattato prima della consigliatura. Vorrei che la gente di Magnago fosse orgogliosa di essere di qui. Parleremo con le imprese e le associazioni con l’obiettivo di fare di Magnago un paese di Serie A. E poi penseremo alle persone svantaggiate, portando il Palazzo più vicino possibile alle persone; proprio come questa sede, nel cuore del paese, che sarà un punto di ascolto per tutti: vi organizzeremo incontri a invito per farli sentire a casa loro».
Davanti a sé ha un quaderno. «Lo riempiremo con le proposte dei cittadini, ai quali chiederemo singolarmente che cosa si aspettano, anche cose di poco conto ma che per loro hanno importanza. Il nostro obiettivo è prendere in mano i progetti e interventi già in essere, fra cui il Pgt, oltre a valorizzare alcune vie sotto il profilo della sicurezza e dell’abbellimento. E poi pensiamo a qualcosa di nuovo. Manca un posto per manifestazioni al chiuso, che darebbe più lustro al nostro paese: a questo scopo ci siamo mossi con la Comunità pastorale per avere la disponibilità di un edificio, come il cinema dell’oratorio. Poi c’è il problema della natalità, ci sono 8 italiani in una classe di 18: i cittadini invecchiano, bisogna pensare a una Rsa e altri servizi su misura. E sull’ambiente possiamo vantare grandi medaglie, avremo grandissima attenzione potendo contare pure su volontari».
«No agli aut aut degli ex alleati»
Nella lista ci saranno gli uscenti Federica Berlanda, Emanuele Brunini e Massimo Riondato, rimasti fedeli all’ex sindaco Dario Candiani, dimissionario dopo la frattura creatasi con i partiti del centrodestra. «Mi ha rammaricato non aver trovato una quadra con Ceriotti, la persona a me più vicina come pensiero – ammette Cimmino – ma i colloqui intercorsi non hanno avuto esito. Ci hanno chiesto un passo indietro, cambiando completamente la nostra logica di impostazione: un aut aut, con un altro candidato sindaco. Insomma, ci hanno posto in difficoltà in termini di personalismo. Mentre loro sono partiti da pochi giorni, noi l’abbiamo fatto a tempo debito e con la macchina avviata era difficile fermarla. Li conosco tutti – conclude il candidato sindaco di SiAmo Magnago Bienate riferendosi agli ex alleati – Sono sempre amici, sono dispiaciuto ma devo prendere atto che ognuno farà la sua strada. E sicuramente così tutto sarà più difficile».
Riondato: «Non siamo la succursale di nessuno»
Sui rapporti con Fdi, Lega e Fi, Riondato tiene a puntualizzare: «Siamo noi ad aver tirato il carro negli ultimi tempi dell’amministrazione uscente. Dall’altra parte non hanno questa capacità, dobbiamo far capire ai cittadini che noi abbiamo le soluzioni e le professionalità per gestire meglio il paese. Più componenti della nostra lista fanno riferimento al centrodestra, ma qui nessuno porta acqua, tutti portano idee, impegno e voglia di partecipare.
«Non puntiamo a far perdere il centrodestra, né siamo una sua succursale – incalza l’ex capogruppo di maggioranza – Eravamo quasi arrivati a metterci d’accordo, abbiamo parlato con tutti. Ma il centrodestra aveva un’idea preconfezionata, e poi si presentavano un partito per volta, anziché tutti insieme. La fine dell’amministrazione Candiani è una responsabilità che cade su tutti, noi abbiamo cercato, insieme ad altri, una chiave per poter continuare, quindi abbiamo la consapevolezza di averci provato, mettendo in discussione le nostre capacità, deleghe, ruoli. Sappiamo bene che cosa ha significato porre termine all’amministrazione, anche per questo ora ci poniamo in maniera diversa».
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