Femminicidio Samarate, via al processo: 5 parti civili. Gerardi vuole la perizia

BUSTO ARSIZIO – Si è aperto oggi, lunedì 19 gennaio, il processo davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio presieduta da Giuseppe Fazio per il femminicidio di Teresa Stabile, 55 anni, uccisa a coltellate dal marito Vincenzo Gerardi, 57 anni, nel cortile del condominio di via San Giovanni Bosco a Samarate dove entrambi vivevano, seppur in due diverse abitazioni.

L’accusa

Teresa Stabile aveva infatti deciso di separarsi dal marito. Per l’accusa, che contesta all’uomo anche la premeditazione e la stalking, Gerardi ha ucciso la donna, l’arresto è avvenuto in flagranza e l’aggressione si è consumata sotto gli occhi di un testimone, perché incapace di lasciarla libera dopo anni di assoluto controllo, anche sul fronte economico dopo che la 55enne ha perso il lavoro. L’avvocato Vito Di Graziano, difensore dell’imputato, ha chiesto la riunificazione del fascicolo aperto sempre a carico di Gerardi per violenza privata con il procedimento in corso. Richiesta rigettata dalla Corte. 

Parti civili e perizia psichiatrica

Cinque le parti civili costituitesi oggi, i figli della coppia, assistiti dall’avvocato Cesare Cicorella, e i genitori e la sorella di Stabile, assistiti dall’avvocato Manuela Scalia. Il difensore di Gerardi ha già affidato a un consulente di parte una perizia psichiatrica sul 57enne per stabilire se l’uomo fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto. «Chiederemo certamente alla Corte una perizia psichiatrica sulla base delle conclusioni del nostro perito che chiameremo come teste».

Samarate, il femminicidio-suicidio nelle lettere testamento di Gerardi ai figli

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