FERNO – E’ comparso nella mattinata di oggi, lunedì 22 dicembre, davanti al Gip del tribunale di Busto Arsizio Francesca Roncarolo il 37enne arrestato a Ferno venerdì scorso per stalking, violenza sessuale, violenza privata e rapina nei confronti dell’amante 50enne.
Il segnale antiviolenza
La 50enne in quel momento si trovava in auto con il 37enne e la figlia di lui davanti all’asilo frequentato dalla bambina. La donna, che secondo quanto dichiarato era trattenuta contro la sua volontà, era riuscita a sfuggire al 37enne facendo il segnale antiviolenza con la mano, segnale colto da un’altra donna che ha fatto partire l’allarme.
Si è difeso
Il Pm Ciro Caramore, raccolta la testimonianza della presunta vittima, ha in seconda battuta contestato all’arrestato anche l’accusa di sequestro di persona. Oggi, in sede di convalida dell’arresto, il 37enne, assistito dall’avvocato Pierpaolo Cassarà ha risposto alle domande del Giudice per le Indagini preliminari. «La vicenda è molto delicata – spiega rapidamente il difensore al termine dell’interrogatorio in carcere a Busto, dove il 37enne è detenuto – Non voglio quindi entrare nel dettaglio delle dichiarazioni del mio assistito, le indagini sono in corso, il Gip si è riservato sulla misura e sarebbe quindi irrispettoso oltre che inopportuno farlo. Posso dire che il mio assistito ha fornito elementi concreti a dimostrazione del fatto che tra lui e la parte offesa ci fosse una relazione extraconiugale consensuale e che la parte offesa ha sempre saputo, sin dall’inizio del rapporto, che lui era sposato».
La richiesta dei domiciliari
Il 37enne si sarebbe dunque difeso, respingendo, quanto meno l’ipotesi che la 50enne non sapesse che fosse sposato. La donna ha infatti dichiarato di averlo scoperto solo a relazione ormai iniziata e nel peggiore dei modi: dovendo restare alcuni giorni a casa del 37enne, con la moglie e la figlia, il tempo necessario ai lividi lasciati dall’ennesimo pestaggio subito di sparire. L’avvocato Cassarà ha chiesto l’attenuazione della misura di custodia, dal carcere ai domiciliari con il permesso di recarsi al lavoro. Il Gip ha rigettato la richiesta e disposto il carcere.
