ROMA – Via libera alla Camera all’intesa sul telelavoro dei frontalieri. E nella manovra finanziaria spunta un emendamento che ripristina 40 milioni di ristorni ai territori di confine. È il deputato della Lega Stefano Candiani a cantare vittoria per la doppia buona notizia che il lavoro in tandem con il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti porta ai lavoratori che ogni giorno varcano la frontiera con il Canton Ticino.
Sì al telelavoro

«Poco fa – annuncia Candiani – è stato approvata nell’aula della camera in via definitiva la modifica sottoscritta dal ministro Giancarlo Giorgetti con il suo omologo svizzero in appendice al trattato tra Italia e Svizzera sul lavoro frontaliere per consentire in via definitiva il telelavoro. Un risultato al quale ho personalmente lavorato». L’articolo del protocollo di modifica al trattato, ratificato dall’aula di Montecitorio, chiarisce che «il lavoratore frontaliere può svolgere al massimo il 25 per cento della sua attività di lavoro dipendente in modalità di telelavoro presso il proprio domicilio nello Stato di residenza nel corso di un anno civile, senza che ciò comporti alcuna modifica dello status di lavoratore frontaliere ai sensi dell’Accordo».
Ripristinati i ristorni
Candiani fa sapere anche che «in legge di bilancio il ministro Giorgetti ha disposto l’inserimento di un emendamento per inserire nell’articolo 11 della legge di ratifica i 40 milioni che sono stati oggetto di polemica nei giorni scorsi riguardo ai ristorni dei frontalieri». Si era infatti scoperta una riduzione da 128 milioni a 89 milioni della quantità di risorse dei ristorni destinate ai Comuni di confine. Ma il deputato leghista Stefano Candiani assicura: «I soldi che nascono dai frontalieri restano sui territori di confine. Lo avevamo detto e lo confermiamo».
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