La reazione del generale Burgio
L’episodio ha subito acceso il dibattito politico in vista della campagna elettorale per Palazzo Marino, chiamando in causa direttamente il candidato sindaco della formazione, il generale Carmelo Burgio. “Non credo che le forze politiche avverse muovano direttamente questi gruppi di ragazzini, per lo meno me lo auguro. Tuttavia, è innegabile che i messaggi di incitamento contro Futuro Nazionale diffusi da alcuni media e sui social portino a queste conseguenze, ampiamente prevedibili visti i precedenti. Anche quando spontanei, questi restano esempi di intimidazione di marca politico-autoritaria, che non hanno colore né confini”.
Tensione in campagna elettorale
Il candidato della formazione sovranista ha espresso forte preoccupazione per il clima politico che si sta delineando in vista delle prossime consultazioni amministrative per Palazzo Marino: “È questa l’aria che ci si prospetta per la prossima campagna elettorale? Un clima di tensione costante, fatto di aggressioni e di gruppi che vanno a caccia dell’avversario politico solo per ostentare il proprio disprezzo? Milano non può rassegnarsi a questo. La sicurezza dei cittadini e del territorio resta un tema prescindibile, ma accanto alla fermezza serve un netto cambio di passo culturale: scuola, studio, educazione alla cittadinanza e un forte impegno civico promosso dalle istituzioni comunali devono tornare al centro dell’agenda. È evidente quanto sia urgente un’attenzione ben maggiore alla formazione dei più giovani, affinché la convivenza civile e il rispetto reciproco prevalgano sulla prevaricazione”.
Burgio ha infine concluso richiamando l’intero arco politico al senso di responsabilità per evitare una deriva d’odio in città: “Il rifiuto della violenza e il valore del rispetto dovrebbero stare a cuore a tutti i milanesi, a prescindere da etnia, razza e provenienza. La realtà dei fatti è che bisognerebbe concentrarsi sui problemi reali e su ciò che serve alla metropoli più importante d’Italia in un momento economico e sociale così complesso, anziché alimentare climi d’odio che danneggiano l’intera comunità“.
