Dopo 16 bancomat esplosi paura per l’Atm in ospedale a Gallarate. Cgil: «Rischioso»

GALLARATE – Un bancomat all’interno dell’ospedale di Gallarate, vicino all’area dei totem, mentre il territorio è alle prese con una raffica di assalti esplosivi agli sportelli automatici. È allarme sulla sicurezza da parte della Fp Cgil di Varese, che contesta l’installazione dell’Atm nella struttura sanitaria e chiede di valutare con attenzione i rischi per lavoratori, pazienti e cittadini.

I rischi per l’ospedale

«Ci preoccupa la scelta di collocare un bancomat all’interno dell’ospedale in una fase in cui gli sportelli automatici sono diventati bersagli ricorrenti di bande criminali. Non stiamo parlando di un rischio teorico: le esplosioni possono provocare danni strutturali importanti e mettere in pericolo chi si trova nelle vicinanze. Un ospedale non può essere esposto a un rischio di questo tipo senza una valutazione rigorosa delle possibili conseguenze», dichiara Davide Farano, segretario generale della Fp Cgil di Varese.

Sedici bancomat fatti esplodere

La preoccupazione nasce dalla sequenza di colpi registrati nelle ultime settimane tra la provincia di Varese e l’Alto Milanese. Secondo la ricostruzione del sindacato, in circa due mesi sono stati fatti esplodere 16 bancomat, un numero che evidenzia la pressione esercitata sul territorio e il rischio che almeno una banda abbia concentrato la propria attività criminale nell’area. «Gli assalti si ripetono soprattutto nelle notti tra venerdì e sabato e tra domenica e lunedì. È una dinamica che non può essere sottovalutata, tanto meno quando si decide di installare uno sportello automatico all’interno di una struttura sanitaria, in una portineria frequentata da personale, pazienti e familiari e accanto alla quale si passa a ogni ora del giorno e della notte, anche in ambulanza», sottolinea Farano.

La sequenza degli assalti

La cronaca recente conferma la portata del fenomeno: 26 settembre, Ossona: nella stessa notte sono stati presi di mira gli sportelli di Banco Bpm e Postamat, entrambi fatti saltare con esplosivo, 28 settembre, Saronno: i ladri hanno raggiunto e svuotato la cassaforte collegata al bancomat dell’ufficio postale di via Manzoni. I danni sono stati tali da rendere necessario un lungo periodo di chiusura, 6 ottobre, Gallarate: è stata colpita la filiale Bper di via Torino, con un bottino che, secondo le stime, sarebbe compreso tra 50mila e 60mila euro, 7 ottobre, Mornago: un nuovo tentativo è stato sventato grazie ai sistemi di videosorveglianza e all’intervento della centrale operativa, 10 ottobre, Buscate: un altro assalto ha colpito il bancomat di Banco Bpm in piazza San Mauro.

Telecamere: una protezione sufficiente?

Il nodo, per la Fp Cgil, riguarda anche l’effettiva capacità deterrente delle misure di sorveglianza. L’Atm installato in ospedale sarebbe controllato da alcune telecamere, ma la presenza di sistemi analoghi presso banche e altri sportelli non ha impedito agli assalitori di entrare in azione. «Le telecamere sono uno strumento utile, ma non rappresentano una garanzia assoluta. Anche gli sportelli bancari sono sorvegliati e questo non ha fermato i criminali. La domanda è semplice: quali conseguenze potrebbe avere un’esplosione all’interno o nelle immediate vicinanze di un ospedale? La sicurezza delle persone deve venire prima di qualsiasi altra considerazione», afferma Farano.

Aggressioni e violenze negli ospedali

Il sindacato richiama inoltre il quadro già critico della sicurezza nelle strutture sanitarie, segnato dalle aggressioni ai danni degli operatori. Un problema che lo stesso Farano ha già denunciato e che continua a emergere nei pronto soccorso del territorio. Il 14 agosto, al pronto soccorso di Gallarate, due infermiere sono rimaste ferite mentre cercavano di separare tre pazienti coinvolti in una violenta rissa. A Busto Arsizio, il 21 agosto, un uomo ha devastato la postazione del triage e colpito un’infermiera con un monitor, prima di essere arrestato. Episodi che si aggiungono a una lunga serie di interventi delle forze dell’ordine per violenze, minacce e danneggiamenti negli ospedali. «Medici, infermieri e operatori sanitari devono già affrontare situazioni difficili e, troppo spesso, il rischio di aggressioni. Non possiamo aggiungere ulteriori elementi di vulnerabilità a luoghi che dovrebbero garantire cura, assistenza e protezione. L’ospedale deve essere un presidio sicuro per tutti, non un luogo esposto a rischi evitabili», conclude Farano.

La richiesta del sindacato

La richiesta della Fp Cgil è dunque di affrontare la questione con urgenza, valutando i rischi connessi alla collocazione del bancomat e adottando tutte le misure necessarie a tutelare personale e utenti. Per il sindacato, la sicurezza di chi lavora e di chi si rivolge alle strutture sanitarie non può essere considerata un aspetto secondario.

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