Gallarate, Cassani agli attivisti del bosco: «Altro che eroi, ora paghino i danni»

Il sindaco Cassani a confronto con gli ambientalisti il giorno dello sgombero del bosco

GALLARATE – «Hanno liberato l’area dagli anarchici, dai ragazzi dei centri sociali: qualcuno ha provato a farli passare per eroi, invece sono solo persone che hanno commesso dei reati. Per questo sono state denunciate, mi auguro verranno perseguite al pari della ragazza già condannata». Così il sindaco Andrea Cassani commenta lo sgombero del bosco di via Curtatone avvenuto giovedì scorso a Gallarate. Le forze dell’ordine hanno smantellato il presidio – dentro e fuori – che da inizio agosto era difeso dagli ambientalisti. «Ora stanno disboscando, poi si partirà. Anche se con un mese e mezzo di ritardo».

«Ora rimborsino»

Una lunga lotta, quella degli ambientalisti, che ha fatto slittare inevitabilmente l’inizio dei lavori: «Hanno causato ritardi e costi per il Comune», ha detto Cassani durante la settimanale diretta del Caffè scorretto. «A loro chiederemo di rimborsare i danari spesi ingiustamente dalla collettività». Di più: «Non stiamo giocando, siamo in democrazia. E se si sceglie di fare una cosa, la si fa». Puntando il dito contro l’azione di «qualche anarchico, per cercare un po’ di visibilità con la connivenza di tre finti ambientalisti». Attivisti, affonda, che «si sono scagliati contro l’amministrazione di centrodestra e il sindaco leghista». E aggiunge: «Per quanto mi riguarda, non ho nessun ammirazione per questi soggetti. Se qualcuno vuole contrastare un progetto, lo fa per tempo e con i metodi democratici».
Ora il cantiere riparte («Non c’erano volpi, ghiri o ricci, come era facilmente intuibile») e gli alberi abbattuti faranno spazio alla nuova scuola di Cajello e Cascinetta: «So che a qualcuno dà fastidio anche l’istruzione, abbiamo a che fare con soggetti evidentemente allergici a questo tipo di edifici. Lo avevamo capito che non sono persone inclini a studiare, altrimenti eviterebbero di dire certe stupidate».

Il caso orti abusivi

Durante le operazioni di polizia dello scorso giovedì, la strada era barricata e il cordone della celere bloccava l’accesso a chiunque non avesse il permesso di raggiungere l’area. Anche una signora non ha potuto raggiungere l’orto, che gestiva proprio nel luogo interessato all’opera. Una «scena abbastanza pietosa», commenta ora Cassani. Si trattava di «un orto abusivo in un terreno comunale. Non si deve arrabbiare se poi il Comune fa una scuola lì: lo coltivi in un pezzo di terra che si va a comprare, possibilmente non abusivo». Fino all’affondo: «Prendermi insulti anche da chi ha gli orti abusivi, sinceramente no».

Gallarate, sgombero del bosco di via Curtatone: forte tensione tra polizia e ambientalisti

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