GALLARATE – «Per difendere l’ambiente, la parola d’ordine di una battaglia in corso da tempo è una: No all’ospedale unico», dice Medicina Democratica. «La vicenda dell’ospedale unico mostra continue sorprese. In negativo», aggiunge il Movimento Federalista Europeo. «Al danno ambientale si somma quello sanitario, con una progressiva riduzione dei posti letto e il decentramento della struttura», affonda Europa Verde. Realtà e movimenti del territorio si preparano al doppio corteo previsto a Gallarate per sabato, 12 aprile.
Medicina Democratica in piazza
Anche Medicina Democratica sarà presente alla tappa per la Giornata Europea contro la commercializzazione della salute. Si parte alle 15 in via Curtatone e alle 16 si arriva in piazza dell’ospedale, da dove partiranno i due cortei per confluire alle 17 in piazza della Libertà. Ci sarà una specificità territoriale: «Per difendere l’ambiente, no all’ospedale unico, è questa la parola d’ordine di una battaglia, in corso da tempo, per impedire la chiusura degli ospedali di Gallarate e Busto Arsizio e la realizzazione di un unico ospedale: non solo non coprirebbe gli attuali 1.216 posti letto, ma solo 773, con un peggioramento del servizio sanitario pubblico nel territorio, ma comporterebbe anche la distruzione di una importante area boschiva, con danni incalcolabili all’ambiente», le parole di Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica.
Mfe: «Continue sorprese, in negativo»
Così come sarà presente il Movimento Federalista Europeo: «La vicenda dell’ospedale unico mostra continue sorprese, in negativo: numero ridotto di posti-letto rispetto agli attuali, allungamento dei tempi di attuazione, totale incertezza per ospedali e case di comunità. Una sola cosa resta certa: la salute pubblica dei cittadini può attendere, con infinite liste d’attesa, visite specialistiche a decine e decine di chilometri di distanza». E ancora: «Dunque prospettive ancor più rosee per la sanità privata. A decidere sulla salute dei cittadini di Busto e di Gallarate è Regione Lombardia che finanzia il progetto. Non i Comuni, che si adeguano. Anche la vicenda della “battaglia di via Curtatone” riproduce lo stesso schema: a decidere è sempre la Regione che finanzia il progetto, al Comune non resta che adeguarsi».
Europa Verde: «Consumo di suolo»
Per Europa Verde, «la chiusura dei presidi di Busto e di Gallarate e la nascita dell’ospedale unico comporterà la distruzione di un’ulteriore area verde nel quartiere di Beata Giuliana». Senza dimenticare «i collegamenti stradali da realizzare tra i Comuni interessati in un luogo come il Sempione». Inoltre, «l’ospedale nuovo finirebbe al centro di una delle zone più trafficate, a poche centinaia di metri da intense sorgenti di inquinamento come la superstrada di Malpensa, A8 e Pedemontana, Sempione e scalo intermodale Hupac». E ancora: «Al danno ambientale si somma quello sanitario con una progressiva riduzione dei posti letto e il decentramento della struttura che imporrà ulteriore consumo di suolo per il passaggio di mezzi di trasporto pubblici. Infine non sono note, né sono state condivise o discusse, le valutazioni di miglioramento del servizio che secondo le amministrazioni locali garantirebbero una maggiore efficienza e fruibilità del servizio di cura e prevenzione».
Ambiente e ospedale: doppio corteo a Gallarate. «Per promuovere la salute»
