Remigrazione, il corteo si sposta in piazza Garibaldi. Ocg: «Gallarate non li vuole»

GALLARATE – Il corteo per la Remigrazione «ha ricevuto un numero di adesioni superiore anche alle nostre aspettative». Lo annunciano, attraverso una nota, gli organizzatori: «Per questo motivo è stato deciso – e concordato con le autorità competenti – che avrà luogo in piazza Garibaldi». Quindi poco distante da piazza Libertà, dove era inizialmente prevista la manifestazione in agenda per il 30 novembre a Gallarate.
Nel frattempo, la politica continua a farsi sentire. Così Massimo Gnocchi (Ocg): «Non mi compete stabilire se certe manifestazioni debbano svolgersi o meno. Ma è difficile non notare quanto sia fuori luogo immaginarne una in pieno centro, in clima natalizio». Scelta che appare «decisamente lontana dai valori cristiani che molti evocano».

Si torna in piazza Garibaldi

La manifestazione sarà proprio nella piazza su cui si affaccia il teatro Condominio, che lo scorso 17 maggio ha ospitato il primo grande convegno dell’ultradestra europea: il Remigration Summit. Un’area che, per il corteo, «risulta più adeguata a contenere un gran numero di persone, rimanendo pur sempre una location centrale alla città».

L’intervento di Gnocchi

Manifestazione che, inevitabilmente, ha fatto subito discutere in città. Come Gnocchi, che affonda il colpo riprendendo l’intervento fatto all’ultimo consiglio comunale. Eccolo:

Poiché la rigida applicazione del regolamento da parte del presidente del Consiglio comunale Marco Colombo, mi ha impedito di concludere in pochi secondi il mio intervento sull’ignobile violenza subita dalla donna gallaratese pochi giorni fa, mi vedo costretto a farlo così.

Innanzitutto desidero ricordare che io ed Obiettivo Comune Gallarate avevamo scelto il silenzio, salvo un unico post, proprio per rispetto e solidarietà verso la vittima, ma essere zittito in modo inflessibile, mentre stavo affrontando temi e verità evidentemente scomode, lo trovo sinceramente poco democratico.

In aula infatti, dopo aver riportato i dati del Ministero dell’Interno sulle violenze contro le donne, dati che smontano molte convinzioni da bar sbagliate su chi li commette, stavo spiegando il significato reale del termine remigrazione, una parola che non ha nulla a che vedere con la giusta e condivisa esigenza di sicurezza e certezza della pena per chi delinque per chiunque a prescindere dalla sua provenienza.

Nel breve tempo che non mi è stato concesso, avrei voluto riportare quanto spiegato chiaramente in un articolo della RSI del 17 agosto 2025: il termine remigrazione, pur suonando innocuo è sempre più ricorrente nel dibattito politico, e porta con sé connotazioni razziste, perché richiama l’antica retorica dell’“invasore da respingere” e chi la ripropone alimenta paure, manipola l’immaginario collettivo e crea consenso facendo leva sull’odio. Non mi compete stabilire se certe manifestazioni debbano svolgersi o meno, ma è difficile non notare quanto sia fuori luogo immaginarne una in pieno centro, in clima natalizio, una scelta che, permettetemi, appare decisamente lontana dai valori cristiani che molti evocano.

Allo stesso modo oggi se da un lato mi sorprende il silenzio assordante di molte parti politiche su questo, dall’altro mi sento di rivolgere un appello al buonsenso rivolto a chi sta pensando a contromanifestazioni, invitandoli ad evitarle. Scendere allo stesso livello significherebbe soltanto blindare ulteriormente la città, penalizzando il commercio e creando disagi senza produrre alcun beneficio reale per la sicurezza. Gallarate è una città che ha il lavoro, l’operosità e la serietà nel proprio DNA. La città chiede sicurezza, fermezza, tutela, ma non è, e non è mai stata una città che discrimina, perché non lo è nelle strade, non lo è tra la sua gente, o meglio non lo è nella Gallarate che io conosco da quando sono nato qui, nel nostro ospedale, ormai 55 anni fa.

Rimandata la contro-manifestazione

Di recente, anche Europa Verde ha fatto sentire la proprio voce sulla manifestazione di domenica. E aveva promesso una contro-manifestazione che, però, alla fine è stata rimandata a un’altra data. Questo, per evitare che il livello di tensione – che sarà già alto – possa ulteriormente alzarsi.

La riunione in prefettura

Oggi, inoltre, in prefettura si è riunito il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Presenti, oltre al prefetto Salvatore Pasquariello, anche il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, il dirigente del commissariato di pubblica sicurezza di Gallarate, Luigi Marsico, e il vicecomandante della polizia locale Marco Cantoni.
Focus proprio sulla pianificazione delle misure di sicurezza connesse al presidio “Remigration”. Sono stati definiti i dispositivi di ordine pubblico necessari a garantire il regolare svolgimento dell’iniziativa, nel pieno rispetto della libertà di manifestazione e della tutela dell’incolumità pubblica.
Non solo: durante la seduta sono stati analizzati i recenti fatti che hanno suscitato particolare attenzione da parte della comunità locale. Il prefetto ha richiesto una valutazione approfondita delle dinamiche e ha disposto il potenziamento delle attività di controllo e prevenzione al fine di assicurare una risposta tempestiva e coordinata.

Corteo per la Remigrazione a Gallarate, Europa Verde al prefetto: «Fermateli»

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