GALLARATE – Il diabete, la malattia dell’Occidente che coinvolge sempre più persone anche a Gallarate. Alberto Facchinetti, medico di base con 1400 mutuati in città, spiega come prevenirla o curarla al meglio.
Dottor Facchinetti, cos’è il diabete mellito e cosa comporta nella salute delle persone?
Il diabete mellito è una delle malattie croniche più diffuse nel mondo occidentale. Esistono due forme principali: il diabete di tipo 2, che colpisce soprattutto gli adulti sopra i 50 anni, spesso in sovrappeso e con pressione alta, e il diabete di tipo 1, più raro, che insorge in giovane età e ha una forte componente genetica, richiedendo fin da subito la presa in carico di uno specialista.
In che modo il diabete mellito si manifesta? Ci sono dei sintomi? In caso di positività alla malattia, quali esami devono essere effettuati?
Il diabete si manifesta con un’eccessiva presenza di zuccheri nel sangue (iperglicemia). Col tempo questa condizione può danneggiare cuore, cervello, occhi e reni, aumentando il rischio di infarto, ictus e problemi di mobilità. Nella maggior parte dei casi la malattia resta a lungo senza sintomi, e proprio per questo la diagnosi precoce è fondamentale: basta un esame del sangue che misura glicemia ed emoglobina glicata. Oggi la tecnologia offre un supporto importante: sensori cutanei collegati allo smartphone permettono di monitorare facilmente la glicemia, migliorando la gestione della malattia.
Quali sono le terapie più efficaci per tenere sotto controllo il diabete?
La prima cura è lo stile di vita: perdere peso, fare attività fisica regolare e seguire una dieta mediterranea ricca di verdure, legumi e pesce, evitando eccessi di zuccheri e cibi da fast food. Quando queste misure non bastano, si ricorre ai farmaci. Negli ultimi anni sono arrivati trattamenti innovativi, noti anche per l’effetto dimagrante, ma che vanno sempre usati insieme a una corretta alimentazione e a buone abitudini quotidiane. Nei casi più avanzati o resistenti, è necessario l’intervento dello specialista e, talvolta, l’insulina.
Durante la sua esperienza lavorativa, che tipo di adesione ha riscontrato da parte dei pazienti nei riguardi della cura della malattia?
Ho notato una scarsa adesione alla terapia. Molti pazienti interrompono o non assumono con regolarità i farmaci, compromettendo i benefici del trattamento. Per questo è essenziale che i medici seguano i pazienti nel tempo, motivandoli e spiegando l’importanza di una cura costante.
Giorgio Cappellini
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