Gallarate, fughe dopo gli incidenti sempre più frequenti. Ma presi 9 volte su 10

Gallarate incidente fuga

GALLARATE – Nel periodo più recente, sono stati oltre 200 gli incidenti rilevati sul territorio di Gallarate, molti dei quali gestiti integralmente dalla Polizia Locale, dalla fase del rilievo fino alla completa ricostruzione della dinamica. A sottolineare il lavoro silenzioso svolto dal comando di via Ferraris è l’assessore alla Sicurezza Germano Dall’Igna: «Dietro ogni rilievo effettuato dalla Polizia Locale esiste un’attività complessa, spesso poco visibile, che va ben oltre la semplice presenza sul luogo del sinistro. In particolare, nei casi più gravi e in quelli caratterizzati dalla fuga del responsabile, gli agenti sono chiamati a un lavoro articolato e altamente specializzato». Ma scappare non è mai la scelta giusta, anche perché 9 volte su 10 si viene rintracciati. E le conseguenze sono pesanti. 

I dati 

I numeri evidenziano un incremento del totale degli incidenti rilevati negli ultimi tre anni: si è passati infatti dai 527 sinistri registrati nel 2023 ai 590 del 2024, fino ad arrivare ai 617 del 2025. In aumento sia gli episodi senza feriti, cresciuti da 304 a 372, sia quelli con persone ferite, che nel 2025 hanno raggiunto quota 245 contro i 233 dell’anno precedente. C’è però un elemento che emerge in netta controtendenza e che assume particolare rilievo: nel corso del 2025 sulle strade di Gallarate non si è verificato alcun incidente mortale. Dopo la vittima registrata nel 2023 e i due decessi avvenuti nel 2024, l’ultimo anno si è chiuso senza morti. Un dato che viene interpretato come un segnale positivo legato alle attività di prevenzione e ai controlli svolti sul territorio.

Sicurezza e responsabilità

«Ogni incidente stradale non è mai soltanto un fatto di cronaca», commenta Dall’Igna. «È un evento che coinvolge persone, responsabilità e conseguenze che possono segnare profondamente la vita di chi ne è coinvolto. Negli ultimi anni, la gestione degli incidenti stradali è diventata sempre più una competenza centrale della Polizia Locale, che svolge un ruolo determinante non solo nel rilievo dei sinistri, ma anche nella successiva attività di ricostruzione e accertamento delle responsabilità, contribuendo concretamente ad alleggerire il carico operativo delle altre forze di polizia, impegnate su molteplici fronti di sicurezza». E conclude: «La ricostruzione di un incidente richiede competenze tecniche, attenzione ai dettagli e una vera e propria attività investigativa: analisi delle tracce, raccolta di testimonianze, acquisizione e visione di immagini provenienti da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, utilizzo dei lettori targhe e incrocio di banche dati».

Il ruolo delle telecamere

Proprio l’integrazione tra attività sul campo e strumenti tecnologici rappresenta oggi uno degli elementi più efficaci. Le reti di videosorveglianza e i sistemi di lettura targhe consentono di ricostruire con precisione gli spostamenti dei veicoli e di individuare rapidamente i responsabili, anche quando questi tentano di allontanarsi dal luogo del sinistro. Non è raro, infatti, che dopo un incidente alcuni conducenti scelgano di fuggire, nella convinzione di poter evitare conseguenze. Si tratta di una valutazione spesso errata: nel periodo più recente, a fronte di circa 20 casi di fuga rilevati, oltre il 90% dei responsabili è stato individuato grazie all’attività investigativa della Polizia Locale. «È importante che i cittadini siano consapevoli di questo: la fuga dopo un incidente non è solo un gesto grave sul piano umano, ma è anche una scelta che difficilmente consente di sottrarsi alle proprie responsabilità, aggravando invece la propria posizione», spiega l’esponente di FdI.

La normativa

La normativa vigente prevede infatti conseguenze molto severe. In presenza di feriti, la fuga può comportare sanzioni penali rilevanti fino all’arresto, oltre alla sospensione o revoca della patente. Anche nei casi senza feriti, le sanzioni restano comunque significative: pesanti multe, decurtazione consistente dei punti patente e ulteriori provvedimenti amministrativi. «Per questo motivo, il messaggio è chiaro: fermarsi, prestare soccorso e collaborare con le autorità non è solo un obbligo di legge, ma un dovere civico fondamentale», prosegue Dall’Igna. «Allo stesso tempo, è doveroso riconoscere l’impegno quotidiano della Polizia Locale, che opera con professionalità e dedizione per garantire sicurezza sulle nostre strade. Un lavoro spesso silenzioso, fatto di competenza tecnica, capacità investigativa e utilizzo sempre più evoluto delle tecnologie, che consente di dare risposte concrete ai cittadini e di assicurare alla giustizia chi tenta di sottrarsi alle proprie responsabilità. La sicurezza stradale è una responsabilità condivisa. Il rispetto delle regole, la prudenza alla guida e il senso civico restano i primi strumenti per prevenire tragedie e tutelare la vita di tutti».

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