Gallarate, la lettera tra avvocati spiega perché il Comune ha querelato Gnocchi

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GALLARATE – C’è una lettera, inviata dall’avvocato della Fondazione Scuole Materne di Gallarate al legale del consigliere di minoranza Massimo Gnocchi (Ocg) prima che gli venisse consegnato l’ormai noto verbale del 15 gennaio scorso, che ben spiega il perché ora la giunta di Gallarate abbia deciso di denunciarlo. Nessun atto intimidatorio, come accusano le opposizioni, ma una indicazione ben precisa che, a questo punto, è stata volutamente disattesa.
«Il signor Gnocchi – si legge nel passaggio finale – non ha il diritto di divulgare, in qualsiasi forma e a qualunque titolo, quanto inviato nella versione contenente le dichiarazioni non veritiere attribuite al Sindaco del Comune di Gallarate, che potrà esercitare ogni opportuna azione a tutela della sua immagine e dei suoi diritti, ivi compresa la proposizione di ogni eventuale azione in ogni sede più opportuna nei confronti di chi diffonde atti o notizie recanti affermazioni false che risulterebbero gravemente lesive della sua reputazione personale e professionale». 

Informazioni mendaci 

Il tema, dunque, è aver divulgato informazioni mendaci facendole passare per vere, pur messo a conoscenza che non fosse così. «Nella comunicazione al signor Gnocchi – spiega infatti l’avvocato – verrà precisato che la Fondazione ha ricevuto formale comunicazione dal Signor Sindaco del Comune di Gallarate dal procedere a qualsivoglia ulteriore divulgazione, trasmissione o pubblicazione della bozza di verbale relativa del Consiglio di Amministrazione del 15 gennaio 2026, nella parte in cui vengono allo stesso attribuite dichiarazioni mai rese e già riconosciute come non veritiere e che tale diffida viene estesa anche al Signor Gnocchi». E ancora: «Che gli stessi membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione hanno espressamente confermato l’erroneità di talune ricostruzioni contenute nella bozza, scusandosi per non averne previamente verificato il contenuto; che quanto inviato non assume la qualifica di provvedimento del Consiglio di Amministrazione della Fondazione in quanto le opinioni e le valutazioni manifestate dai componenti degli organi collegiali, nel corso delle relative sedute, raccolte in appunti, ovvero, le minute e i brogliacci di sedute collegiali non assurgono a formali deliberazioni ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto della Fondazione». 

Zero costi per la denuncia 

La lettera tra i due avvocati è stata fatta trapelare negli ambienti del centrodestra di Gallarate dopo il duro comunicato delle opposizioni (Pd, Città è Vita, Lista Silvestrini e Ocg) in cui, tra le altre cose, si accusava l’amministrazione comunale di far spendere denaro alla collettività («soldi inutili per un procedimento penale che con ogni probabilità sarà archiviato»). Addebito che dalla maggioranza viene rispedito al mittente, facendo notare che le querele depositate direttamente all’autorità giudiziaria, ovvero in Procura a Busto Arsizio, non richiedono alcun pagamento. «Questo il capogruppo del Pd, Giovanni Pignataro, che di professione fa l’avvocato, lo sa bene. Ma fa finta di non sapere». 

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