GALLARATE – Sono 45 anni di attività della cooperativa sociale, ufficialmente. Ma l’anima de Il Melo Onlus, nota realtà di Gallarate che si occupa degli anziani, nasce molto prima. Erano i primi anni Settanta: giovani volenterosi si sono rimboccati le maniche, si sono messi in gioco e hanno deciso di investire il proprio tempo a disposizione degli altri. «Volevamo cambiare il mondo. E forse, un po’, ce l’abbiamo fatta», il messaggio di Daniela Foglia, il presidente del consiglio d’amministrazione de Il Melo Onlus.
45 anni de Il Melo
Parole pronunciate questo pomeriggio – 11 marzo – in occasione dell’evento organizzato per celebrare i 45 anni dalla nascita della cooperativa. Una realtà che è nata con l’obiettivo di dare «quel di più», ha detto Foglia. Il «di più» che va oltre le esigenze primarie del servizio di assistenza che viene offerto agli anziani della casa di riposo. Ma significa «vicinanza, pensiero all’unicità rivolto nei confronti di ogni persona». Applauso della sala. Un momento di socialità, che ha unito ospiti, operatori ed esponenti dell’amministrazione comunale.
Presenti l’assessore alla Cultura, Claudia Mazzetti, e il presidente del consiglio comunale Marco Colombo. Racconti, storie e momenti di intrattenimento anche legati al canto e al teatro. Passo passo sono stati affrontati i momenti che hanno dato vita al Melo. Ma perché proprio Il Melo? «Abbiamo ragionato tanto sul nome; sicuramente eravamo d’accordo sul fatto che dovesse essere qualcosa di vivo. È nato un nome semplice, ma che rispecchia l’idea di vivere con gli anziani. Questo modo di pensare ha il suo germe proprio in quel “di più” che abbiamo cercato».
L’evento
Oltre 200 invitati hanno partecipato all’evento dal titolo Il Melo Story. Un intreccio di incontri che piano piano si sono evoluti nel progetto di vita di una vera e propria comunità. Una comunità fatta di soci, operatori, famigliari e residenti della rsa di via Magenta. Molte le persone intervenute, tra coloro che hanno partecipato – anche solo per un periodo – alla successione di eventi che hanno condotto la cooperativa dalla sua costituzione nel marzo 1980 fino ad oggi. C’erano nuovi e vecchi dipendenti, storici operatori del servizio civile, volontari, rappresentanti di enti del territorio (tra gli altri, Amici del Melo, Uneba Varese e Fondazione Comunitaria del Varesotto) e le autorità cittadine.
Lo racconta una nota della cooperativa diffusa a margine dell’evento: «In un momento così importante per la propria storia, Il Melo ha voluto segnare, quasi con un gesto rituale, un simbolico passaggio di eredità dallo storico gruppo dirigenziale, che ancora oggi guida l’ente, alle future generazioni che si stanno preparando: il dono di una lanterna ha rappresentato così il significato più profondo di questa ricorrenza, emblematicamente espresso dalle parole di W.H. Carter II, “ci sono due cose durevoli che possiamo lasciare in eredità ai nostri figli: le radici e le ali”. E da sempre, tra i valori fondativi più importanti, nelle radici del Melo è vivo il desiderio di perseguire in ogni modo e sotto ogni riguardo quella pace sostanziale, collaborativa e produttiva, tra persone, enti, istituzioni e popoli che rende possibile per tutti e per ciascuno una convivenza e uno sviluppo di vita armoniosi e duraturi nel tempo, come al Melo».
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