Riconversione dell’ospedale di Gallarate, la giunta fa il primo passo. Lo scenario

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Manterranno funzioni socio-sanitari i padiglioni 6a, 6b e 10

GALLARATE – Manca ancora il passaggio in Commissione Urbanistica e Sanità e il voto del consiglio comunale, ma la comunicazione, avvenuta oggi 8 ottobre in giunta, è il primo e fondamentale passo per arrivare alla promozione e sottoscrizione dell’Accordo di Programma finalizzato alla valorizzazione e rigenerazione urbana delle aree dell’attuale Ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate. Analogo provvedimento è stato preso oggi dall’esecutivo di Busto Arsizio per stabilire il destino dell’attuale struttura sanitaria.

Lo scenario B

Si tratta di un’area nel cuore della città, con una superficie territoriale pari a 53.000 metri quadrati, totalmente da ripensare quando sarà pronto il nuovo ospedale di Beata Giuliana, atteso per il 2031.
L’amministrazione del sindaco Andrea Cassani si è trovata sul tavolo due differenti scenari, l’esito del lungo lavoro effettuato da Arexpo che ha previsto il mantenimento di servizi di assistenza socio-sanitaria, la nascita di nuove forme abitative (senior housing, co-living, student housing), servizi di quartiere, spazi commerciali, aree verdi per il gioco per il benessere. Al momento il Comune sembra propendere per lo Scenario B, ovvero con il mantenimento di funzioni socio-sanitarie non soltanto per il padiglione Polimedico Est e Palazzo Boito, ma anche per il Polimedico Ovest. Tutto il resto del San’Antonio Abate verrà dismesso e riconvertito, anche il Trotti-Maino (oggetto di un lungo dibattito negli scorsi mesi), il “Pirellino” di largo Boito e il parcheggio di fronte alla portineria. 

I passaggi 

Il dibattito, però, è soltanto all’inizio. «E’ un documento che andrà riempito», sottolinea il sindaco Andrea Cassani, certo che la nuova fase partecipativa delle forze politiche della città e degli esperti che compongono la Commissione Sanità potrà dare un ulteriore contributo al dibattito. L’obiettivo generale è la riqualificazione di un ambito di grande impatto sul territorio in modo integrato e sostenibile. Dopo il voto del consiglio comunale, sarà il Comune di Gallarate a fare da promotore dell’Accordo di Programma che vedrà coinvolti, come soggetti interessati, anche Regione Lombardia, Provincia di Varese, Ats Insubria e Asst Valle Olona. Oltretutto l’Accordo di Programma costituisce variante allo strumento urbanistico vigente e pertanto rientra nell’ambito di applicazione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (Vas). I tempi non saranno brevi, dunque, ma si tratta di un elemento imprescindibile, per cui è vietato sbagliare. Tutti vogliono evitare che accada come a Legnano, dove quindici anni dopo l’inaugurazione del nuovo ospedale la vecchia struttura, a due passi del centro città, è ancora un’immensa area dismessa. 

Così Arexpo ridisegna il futuro dell’ospedale di Gallarate

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