Gallarate, don Andrea Florio “scomunica” chi non si dissocia dal Remigration

GALLARATE – «Penso che siamo arrivati a una situazione delirante, incomprensibile, inaccettabile. Mentre alcuni continuano a fare come se tutto fosse normale». Anche don Andrea Florio, uno dei sacerdoti della comunità pastorale di Gallarate e cappellano dell’ospedale, interviene sul caso Remigration Summit. Lo fa dopo le minacce rivolte ai quattro consiglieri comunali finiti nel mirino del leader di Deport Them Now, a seguito dell’accesa discussione in aula a Palazzo Broletto sulla mozione di censura del convegno dell’ultradestra europea. Il sacerdote si interroga su più aspetti della vicenda, denunciando duramente chi non prende le distanze dal meeting che si è svolto il 17 maggio scorso al Teatro Condominio.

«Chi non è contro, è complice»

Don Andrea Florio riprende il video in cui il neonazista spagnolo – che era presente al convegno – rivolge le minacce a Sonia Serati e Davide Ferrari, oltre a Giovanni Pignataro e Margherita Silvestrini («Che conosco anche perché molto presenti a messa la domenica»). E commenta: «Alcuni continuano a fare come se fosse tutto normale. Ebbene il nazismo non è una cosa normale, il video minatorio non è una cosa normale, ospitare il raduno Remigration non è una cosa normale». Poi chiarisce – «per l’ennesima volta» – che «in questo non c’è nulla di politico: tutto l’arco parlamentare condanna il fascismo e il nazismo». Quindi il discorso «non è politico, non è partitico, ma è afferente ai valori civili e cristiani». E aggiunge: «Ho detto più volte che chi non prende posizione contro tutto questo diventa complice, anche se sono differenti i livelli di complicità. Io conosco alcuni fedeli che non hanno preso le distanze da tutto questo, rendendosi quindi conniventi con il male».

«Perché non si sono dissociate?»

C’è un aspetto, infatti, «che non riesco a capire», prosegue il sacerdote. «Perché queste persone, elette o semplici cittadini, non si sono dissociate?», si domanda. «Non avrebbe inciso sul proprio credo politico, che sarebbe rimasto lo stesso e integralmente valido». In questo senso, prende come esempio il fatto che «una persona può dirsi cristiana e votare per un partito di destra o di sinistra ma essere contro l’aborto oppure contro il divorzio: su quell’argomento specifico può dire di non essere d’accordo». Quindi, «perché queste persone credenti, che io stimo, non hanno detto di essere totalmente d’accordo con l’amministrazione e con il teatro, tranne che su una cosa: l’incontro del Condominio? Mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse sinceramente». Anche perché, conclude, «tanto prima o poi dovrà confessarlo questo comportamento che è contro Dio e contro gli uomini».

Il messaggio di Azione Cattolica Ambrosiana

Nel frattempo, l’Azione Cattolica Ambrosiana – assieme all’Ac gallaratese – ha diffuso una nota in cui esprime «tutta la propria vicinanza, stima e solidarietà ai soci – e consiglieri comunali – di Gallarate, Margherita Silvestrini e Giovanni Pignataro, fatti oggetto di un inqualificabile e minaccioso attacco personale per aver esercitato il loro diritto e dovere di cittadini, e per essersi espressi contro il Remigration Summit, svoltosi in città nelle scorse settimane». Di più: «Come cittadini e come credenti, non possiamo tacere davanti a idee disumane come quelle sostenute dai fautori della “remigrazione”, e saremo sempre al fianco di chi pone la dignità umana e gli stessi esseri umani al primo posto». E ancora: «Ugualmente esprimiamo solidarietà agli altri consiglieri minacciati dal fantomatico estremista spagnolo che, celandosi dietro i social, irrompe nel nostro Paese con tesi neonaziste. Noi siamo, e saremo, per la dignità umana, la solidarietà, la giustizia, i diritti e la democrazia».

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