Fottuta Marmellata, Shake e Marcello’s: il rock di Gallarate dal vivo al Caffè Teatro

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SAMARATE – È stato con doppietta fulminante, prima “Helter Skelter” dei Beatles e poi “Whole lotta love” dei Led Zeppelin, che i frontman William Moretti, Luca Solbiati, degli Shake, e Marcello Stanzione, dei Marcello’s, con il supporto dei Fottuta Marmellata, hanno salutato ieri, sabato 10 gennaio, il pubblico entusiasta accorso al Caffè Teatro di Verghera. La serata che, organizzata dalla giornalista Alice Mometti, ha avuto come protagonista il rock made in Gallarate e le sue tre band di punta, si inserisce nella linea, annunciata per la stagione 2025/26 da Bruno Zonfrillo e Mara Daverio, alla guida dello storico locale di cabaret, di riservare uno spazio più ampio alla musica dal vivo.

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Rock nelle vene e altri progetti

Gli spettatori hanno subito risposto con cori e battimani alla “Come together” dei Fab Four suonata dei Fottuta Marmellata, che hanno poi sfoderato i medley di “Who said” dei Planet Funk con “My Sharona” dei The Knack, di “One vision” – «qui dovete spaccare i tavoli del Caffè Teatro, sentire il rock nelle vene», ha esortato Moretti – con “We will rock you” dei Queen fino a quello, cantato insieme ad Antonello Comparato, di “Roadhouse blues” dei Doors con “I love rock’n’roll” di Joan Jett e omaggio alla “Killing in the name of” cantata poco prima da Solbiati e Stanzione. In mezzo Muse, Blink 182 e, prima del congedo con “Let me entertain you” di Robbie Williams, “Sweet Child O’Mine” dei Guns n’Roses: «Una canzone non ha bisogno di presentazioni ma solo che vi scateniate, come degli assassini».
Il «collettivo» formato da Moretti, Comparato, Paolo Noal, Alessandro Lualdi, Alessandro De Felice e Niccolò Magazzini non solo ha da poco pubblicato il brano “L’amore è una brutta cosa”, ma vanta anche diversi progetti paralleli tra i suoi componenti: mentre per Emanuele Volpi, chitarrista anche di Mew e Selmi, è ormai pronto l’ep indie pop “Sei canzoni fatte a mano”, per Biagio Sturiale, già turnista per Ramazzotti e Guccini, è “Before it gets to be late” l’ultimo singolo uscito su Spotify; da cinque anni Sandro Malva è impegnato con i noRma, power duo tra Bluvertigo e Radiohead che a Jammstock è stato premiato sia dal pubblico che dalla giuria.

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Oasis e non solo: radici nel brit rock

Radici ben affondate nel brit rock per gli Shake che, da sette anni tornati in attività con alla voce (e chitarra acustica) Solbiati, già negli Zeropositivo, ebbero nella loro incarnazione precedente, di impronta più prog, il Caffè Teatro come luogo cruciale: li vide infatti vincitori, ventenni, di un concorso musicale che come premio permise loro di registrare il brano “Danger”. Ieri «gli Oasis di Gallarate»Federico Novelli (chitarra), Roberto Curtoni (chitarra), Ale Martinelli (basso) e Giò Dusio (batteria) – oltre a due canzoni firmate dei fratelli Gallagher, “Wonderwall” e “Stand by me”, hanno offerto, forti delle capacità sceniche del loro cantante, incursioni nei territori degli U2 (“One” e “Where the streets have no name”), Police, Queen e Radiohead. Con una sorpresa dai toni più heavy: un “blitz” negli Stati Uniti per il duetto con Stanzione su “Killing in the name of” dei Rage Against The Machine.

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Rock’n’roll che non chiede permesso e non cerca scorciatoie

Il compito di aprire il concerto e scaldare il pubblico è stato affidato ai Marcello’s, band che, nelle parole di Comparato che ha condotto l’evento, «non chiede permesso e non cerca scorciatoie»: nata nel 2014 e formata, oltre che dal vocalist da cui prende il nome, da Marco “Sakki” Ricci (chitarra), Giordano Destefani (basso) e Alessandro Cappelletti (batteria) la formazione è devota – «mi piace perché è la musica degli scemi», ha dichiarato Stanzione – al rock’n’roll, e soprattutto alla sua componente più sanguigna e incendiaria che, partendo da Elvis, Jerry Lee Lewis e Chuck Berry arriva a Stooges e Sex Pistols. Dopo i Kinks di “You really got me” il gruppo ha viaggiato lungo la Route 66 con Johnny Cash (“Folsom prison blues”) e Ramones (“I wanna be sedated”) per poi tornare nel Regno Unito con “Sympathy for the devil” dei Rolling Stones accompagnata dai cori dei presenti e assalto finale a base di Motörhead con “Ace of spades”.

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Caffè Teatro, dopo i quarant’anni in arrivo a Verghera tanti live dal gospel al rock

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