GALLARATE – Già nel 2025 c’erano state «grosse difficoltà» ad attivare il pre e post scuola in alcune elementari di Gallarate. Tanto che il numero minimo di iscrizioni per avviare il servizio si era abbassato a otto. Con un avviso, però, rivolto a dirigenti scolastici e genitori: «Avevamo avvisato che quest’anno avremmo dovuto alzare il limite a dodici iscrizioni, in modo da avere la copertura finanziaria necessaria per garantire le attività», ricorda l’assessore all’Istruzione, Claudia Mazzetti. Un numero che, in effetti, in diversi plessi non è stato raggiunto e, di conseguenza, il servizio è saltato.
Le lamentele
Il mancato avvio di pre e post scuola ha fin da subito sollevato lamentele da parte di alcuni genitori. Con lettere indirizzate alla stampa per evidenziare – fra gli altri – «una situazione che sta creando forte disagio». Infatti, si legge, «per chi inizia a lavorare presto, la mancanza del pre-scuola rappresenta un ostacolo insormontabile, che mette a rischio l’organizzazione familiare e lavorativa quotidiana». Al punto da chiedere «se non sia possibile appoggiarsi all’oratorio anche per il pre o in genere alle organizzazioni che di solito pensano al post, o se ci siano altre alternative percorribili».
«Era impensabile a avviarlo»
A offrire chiarimenti, dunque, è proprio Mazzetti, spiegando i motivi che hanno inevitabilmente portato a seguire questa strada. La premessa è che «il numero di operatori professionali disponibili va calcolato in base a quello dei bimbi iscritti, che vengono seguiti – soprattutto per il post scuola – da figure che possiedono requisiti specifici». E aggiunge: «Il numero minimo di iscrizioni serve proprio a questo, a garantire che si possa coprire il servizio. Però ci sono scuole in cui sono arrivate un paio di richieste, come a Madonna in Campagna. O addirittura nessuna, come a Sciarè». Insomma, «era impensabile a avviarlo». Di contro, invece, ci sono posti in cui il numero di richieste è piuttosto alto. Ne sono un esempio i Ronchi, «dove il numero supera le 50 iscrizioni».
Gli avvisi per accedere al servizio sono rimasti pubblicati per tre mesi, ricorda infine Mazzetti: «Vuole dire che in alcune scuole – quelle senza richieste – i genitori non avevano evidentemente bisogno di usufruire di pre o post scuola. Non è cattiveria, la nostra. Semplicemente abbiamo bisogno di un numero che possa dare la garanzia di avviare e sostenere le attività».
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