GAVIRATE – «Intitoliamo l’ex Poncino a Gianni Rodari». È questa la proposta del gruppo consigliare Vivere Gavirate. Le ragioni a monte di questa idea sono quasi lapalissiane: Rodari, piemontese d’origine, ma gaviratese d’azione, ha passato buona parte della sua vita sulle sponde del Lago di Varese prima di dover lavorare come giornalista a Roma e Milano.
La proposta
A formalizzare la proposta di intitolare l’area giochi in allestimento a fianco del municipio è il consigliere comunale Gianni Lucchina. Il quale spiega: «Gianni Rodari, con la sua straordinaria capacità di intrecciare fantasia ed educazione, ha donato al mondo opere intramontabili che hanno segnato in modo profondo la letteratura per l’infanzia. Le sue storie, sempre originali, gioiose e ricche di significato, hanno aperto porte verso mondi immaginari, stimolando la creatività, il pensiero critico e la curiosità di intere generazioni di bambini».
Gavirate d’adozione
Nato a Omegna il 23 ottobre 1920, Rodari si trasferì a Gavirate nell’autunno del 1930, quando la madre, rimasta vedova, decise di tornare a vivere con la famiglia d’origine. Qui trascorse gli anni dell’adolescenza e iniziò la sua attività di insegnante, operando in diverse scuole elementari della provincia di Varese (Uboldo, Ranco, Biandronno e Brusimpiano), prima di intraprendere la carriera giornalistica che lo portò prima a Milano e successivamente a Roma, dove si stabilì nel 1950.
Maestro e poeta della narrazione per l’infanzia, Gianni Rodari ha lasciato un segno indelebile nella formazione culturale ed educativa di milioni di bambini in tutto il mondo. Le sue opere, tradotte in numerose lingue, continuano ancora oggi a essere lette, studiate e amate.
Gavirate è stata per Rodari una casa e un punto di riferimento fondamentale; per la nostra comunità è motivo di grande orgoglio annoverarlo tra i propri concittadini, avendo egli contribuito a diffondere il nome della nostra città a livello internazionale.
Ritengo pertanto giusto e opportuno promuovere iniziative significative in suo ricordo ma soprattutto intitolagli un luogo fisico simbolico, in particolare uno spazio destinato ai bambini.
