Giorgetti punge Il PD di Varese: «Crisi Beko? Io non faccio fanfaronate»

VARESE – La Lombardia che vorrei è il titolo dell’iniziativa promossa da Emanuele Monti e che nella tappa varesina di oggi (sabato 1 febbraio) ha portato il ministro Giancarlo Giorgetti a Villa Recalcati. Un incontro in cui Giorgetti ha parlato della Lombardia che vorrebbe, della Varese che «dovrebbe trovare una propria identità», ma anche delle crisi industriali. In una Sala Convegni stracolma, con tanti leghisti ad assistere, ma anche alcuni esponenti di Fratelli d’Italia.

Ed è qui, senza fare nomi e cognomi, che il ministro si è tolto un fastidioso sassolino nella scarsa, nei confronti del Partito Democratico della città di Varese e del sindaco Davide Galimberti seduti in platea (p.s. i due, a inizio incontro, non solo non si sono salutati, ma nemmeno hanno cercato l’occasione per farlo). La stretta di mano è arrivata dopo aver reso la pariglia: a fine serata.

Il sassolino nella scarpa del ministro

Da tempo nei corridoi della politica varesina si parla di qualche tensione tra ministro e il PD e sindaco di Varese. A indispettire Giorgetti pare sia stata la serie di attacchi che i dem della Città Giardino hanno messo a segno sulla crisi Beko con una serie di comunicati stampa in cui, proprio il leghista di Cazzago Brabbia veniva tirato in ballo senza fare complimenti. E si dice anche che qualche segnale del malcontento sia arrivato a Palazzo Estense. Voci. Che sembrano essere confermate – anche se il ministro non ha fatto nomi e cognomi – dalle parole di Giorgetti sulle crisi aziendali. E dall’incipit della risposta che ha dato sul tema: «Ognuno ha il suo stile».

Giorgetti punzecchia Galimberti. Senza citarlo

Le crisi aziendale. «E’ il momento della sfida globale dell’industria. Abbiamo da un lato Leonardo che può beneficiare della ripresa dell’industria della Difesa e dall’altro abbiamo l’insediamento di un settore, quello dell’elettrodomestico, che è considerato maturo. Beko? Io parlo pochissimo. Ognuno fa il suo mestiere. Io sono abituato a non fare “fanfaronate” (c’è chi ha letto la stoccata come affondo al sindaco Galimberti e al PD di Varese che sulla questione Beko ha più attaccato il ministro ndr). Poi però le cose possono anche cambiare. La realtà è che oggi quel che viene prodotto in Cina e in Turchia gode di favori sul mercato per questioni concorrenziali. In questo momento bisogna tenere duro».

Giorgetti e i social

Tra i politici è, forse, il meno social. E anche il meno presente sulla scena dell’infotainment. Gustoso il passaggio che ha dedicato al dibatto politico all’epoca del mainstream: «Oggi conta l’audience e per alzarlo, anche la politica, deve essere urlata. Una trasmissione in cui si fanno ragionamenti e riflessioni con toni pacati non avrebbe successo. Ed è per questo che io non ci vado. E non sono nemmeno sui social. Questo mi permette di avere più tempo per fare altro». Chissà se il riferimento è al suo Capitano, Matteo Salvini, la cui digital presenza è inversamente proporzionale a quella del ministro.

La Lombardia e la Varese di Giorgetti

«Vorrei una Lombardia cosciente delle sue grandi potenzialità. E una potenza economica, è una terra che offre bellezze meravigliose. Cosa ci manca? Tradurre tutte queste cose in coscienza politica che ancora manca, o che forse sonnecchia e che di tanto in tanto subisce una scossa. Un esempio? Expo ha rappresentato una sveglia e ora le Olimpiadi Milano Cortina potrebbero essere una nuova importante scossa».

E Varese? «Al netto che come provincia di sottovalutiamo, il problema non è solo di strutture e viabilità. Varese però deve trovare un’identità in un mondo che cambia velocemente. E non è facile con l’attrazione che esercita Milano. I giovani se vogliono affrontare una carriera professionale convergono sul capoluogo».

Malpensa

«Il nostro aeroporto si è emancipato dalla vicenda Alitalia e ha trovato una sua dimensione. Continua a crescere e creare valore aggiunto. Qui però c’è una mia sconfitta: vorrei un collegamento ferroviario veloce che colleghi Malpensa a Roma».

La sanità: non è più tempo del medico della mutua

«Oggi il sistema sanitario è completamente cambiato. Io credo che vada rivisto anche sulla base dei nuovi bisogni e delle nuove tecnologie. Penso alla telemedicina che arriverà inevitabilmente. E inoltre credo che stiamo subendo l’onda del post Covid che sta facendo emergere situazioni che non sono state colte. Detto questo penso che la nostra sia una Sanità buona. Certo i livelli delle prestazioni sanitaria devono aumentare».

Varese e il turismo

«Varese non può inseguire i grandi sport – ha detto – deve invece saper essere attrattiva per altre discipline meno famose e che qui possono trovare una dimensione unica. Penso al canottaggio, al ciclismo e può accadere con altri sport. Riuscire a farlo significa dare alla nostra città e provincia un importante ritorno economico».

Il Giorgetti biancorosso

«E’ facile criticare, ma chi si fa carico di portare avanti le società e ci mette faccia e soldi va sostenuto. La Varese del basket è in serie A1, non dimentichiamolo. Guardiamo cosa accade nella vicina Cantù, dove i budget sono più alti. Ma nella massima serie noi ci siamo e loro no».

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