Giro di Svizzera, salite e spettacolo in arrivo (anche in Italia)

ciclismo giro svizzera
Il Giro di Svizzera è storicamente la corsa a tappe di una settimana più importante del mondo, tanto da essere conosciuto come il Quarto Grande Giro. Ideale preparazione al Tour de France, la corsa, da domenica 15 giugno, ha in realtà pagato un po’ la concorrenza del Giro del Delfinato (e di ASO) e in termini di qualità dei partenti negli ultimi anni è sempre apparsa essere un passo indietro rispetto alla corsa francese. L’anno scorso fu dominio totale della UAE Team Emirates, con Adam Yates che vinse davanti a João Almeida. L’ultimo podio italiano rimane quello del 2017 con Damiano Caruso (2°), mentre l’ultima vittoria addirittura al 1999, con Francesco Casagrande. La gara sarà visibile in diretta sui canali di Eurosport.

Il percorso

La corsa si apre con una tappa di 129 km con partenza e arrivo a Küssnacht. Non è da escludere che possano esserci subito delle schermaglie tra i big della generale, visto a 15 km dall’arrivo andrà affrontato il Michaelskreuz (3 km al 9%), che sicuramente farà male a tanti. Anche la seconda tappa, la Aarau – Schwarzsee di 177 km, non è proprio banale, perché negli ultimi 20 km ci sarà da affrontare il pur semplice GPM di Rechthalten e poi gli ultimi 5 km salgono costantemente al 3-4-5%, escludendo di fatto i velocisti più puri.

Discorso simile per la terza tappa, la Aarau – Heiden di 195 km, con gli ultimi 25 km che sono un continuo salire e scendere. Prima la salita di Knolhusen (5,2 km al 6,2%), poi quella di Bürisvilen (2 km al 7%) e infine l’arrivo in salita a Heiden (3,4 km al 5,2%), tutto racchiuso in un insidiosissimo finale. Della quarta tappa abbiamo già parlato anche negli scorsi giorni, se non altro perché arriverà in Italia, in Valchiavenna. La Heiden – Borgonuovo di Piuro di 193 km mette sul piatto il salitone di confine, il Passo dello Spluga coi suoi 2110 metri di altitudine (8,8 km al 7,3%), che andrà scollinato a 47 km dall’arrivo e la cui discesa terminerà a meno di 10 km da Piuro.

Si parlerà italiano anche nella Tappa 5 che si chiude in Canton Grigioni, la La Punt – Santa Maria in Calanca di 184 km. Anche qui spazio per prendere fiato non ce ne sarà: il Julierpass (7,3 km al 6,5%) in apertura, poi il Passo del San Bernardino (7,5 km al 6%), poi una prima scalata a Castaneda (4,5 km al 9,8%) a poco più di 20 km dal traguardo e infine, come se non bastasse, l’arrivo in salita a Santa Maria in Calanca, che non è altro che la salita a Castaneda con l’aggiunta di altri 1800 metri al 9%. L’unica vera occasione per gli uomini veloci arriverà, forse, nella sesta tappa, la Chur – Neuhausen am Rheinfall di 187 km, che non presenta particolari asperità negli ultimi 110 km.

La resa dei conti tra i favoriti arriverà nelle ultime due tappe. La settima, la Neuhausen am Rheinfall – Emmetten di 207 km, presenta un finale davvero intenso, con le salite di Bürgenstock (5,5 km al 7,9%) a 18 km dall’arrivo, e poi quella finale di Emmetten (3,9 km all’8,1%) che scatenerà definitivamente la bagarre. Riproponendo un po’ quanto fatto lo scorso anno, la frazione conclusiva sarà una divertente cronoscalata, che potrebbe ribaltare completamente i verdetti avuti fino a quel momento. 10 km da Beckenried a Stockhütte: la salita comincerà dopo appena 500 metri dall’inizio della prova e misurerà 9,2 km con una pendenza media del 9%. Inutile sottolineare che sarà importante aver fatto un buon riscaldamento prima della crono, perché qui si può vincere o perdere il Giro di Svizzera.

I favoriti

Per il 2° posto dello scorso anno con due vittorie di tappa, ma soprattutto per il grande 2025 che sta vivendo, con successi finali a Giro dei Paesi Baschi e Giro di Romandia, João Almeida (UAE Team Emirates-XRG) parte col favore dei pronostici in questo Giro di Svizzera. Il portoghese vorrà senz’altro lasciare il segno prima di mettersi a disposizione di Tadej Pogačar al Tour de France, e per farlo potrà contare anche sul motivatissimo padrone di casa Jan Christen e su Jay Vine.

Dopo la rinuncia di Mattias Skjelmose per problemi allo stomaco, in piena preparazione per il Tour ci saranno Ben O’Connor (Jayco AlUla) e Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), senza dimenticare Oscar Onley (Picnic PostNL) e Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), con quest’ultimo abbastanza sottotono fino ad ora nel 2025.

Da non sottovalutare anche Harold Martin Lopez (XDS Astana), recente vincitore di Giro di Grecia e Giro di Ungheria, e poi Pello Bilbao (Bahrain Victorious), uscito da un Giro generoso ma non brillantissimo, e ancor Ilan Van Wilder (Soudal-QuickStep), Romain Grégoire (Groupama-FDJ), più per le tappe che per la classifica generale, Tao Geoghegan Hart (Lidl Trek), Matthew Riccitello, Joe Blackmore (Israel-PremierTech), Neilson Powless (EF Education-EasyPost) e magari anche Christian Scaroni (XDS Astana).

Tanti i cacciatori di tappa presenti, dalla temibile coppia Marc Hirschi e Julian Alaphilippe (Tudor) a Michael Matthews (Jayco AlUla) e Arnaud De Lie (Lotto), passando per Stefan Küng (Groupama-FDJ), Vincenzo Albanese (EF Education-EasyPost), Andrea Bagioli (Soudal-QuickStep) e Roger Adrià (Red Bull-Bora-hansgrohe).

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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