Il percorso
La corsa si apre con una tappa di 129 km con partenza e arrivo a Küssnacht. Non è da escludere che possano esserci subito delle schermaglie tra i big della generale, visto a 15 km dall’arrivo andrà affrontato il Michaelskreuz (3 km al 9%), che sicuramente farà male a tanti. Anche la seconda tappa, la Aarau – Schwarzsee di 177 km, non è proprio banale, perché negli ultimi 20 km ci sarà da affrontare il pur semplice GPM di Rechthalten e poi gli ultimi 5 km salgono costantemente al 3-4-5%, escludendo di fatto i velocisti più puri.
Discorso simile per la terza tappa, la Aarau – Heiden di 195 km, con gli ultimi 25 km che sono un continuo salire e scendere. Prima la salita di Knolhusen (5,2 km al 6,2%), poi quella di Bürisvilen (2 km al 7%) e infine l’arrivo in salita a Heiden (3,4 km al 5,2%), tutto racchiuso in un insidiosissimo finale. Della quarta tappa abbiamo già parlato anche negli scorsi giorni, se non altro perché arriverà in Italia, in Valchiavenna. La Heiden – Borgonuovo di Piuro di 193 km mette sul piatto il salitone di confine, il Passo dello Spluga coi suoi 2110 metri di altitudine (8,8 km al 7,3%), che andrà scollinato a 47 km dall’arrivo e la cui discesa terminerà a meno di 10 km da Piuro.
Si parlerà italiano anche nella Tappa 5 che si chiude in Canton Grigioni, la La Punt – Santa Maria in Calanca di 184 km. Anche qui spazio per prendere fiato non ce ne sarà: il Julierpass (7,3 km al 6,5%) in apertura, poi il Passo del San Bernardino (7,5 km al 6%), poi una prima scalata a Castaneda (4,5 km al 9,8%) a poco più di 20 km dal traguardo e infine, come se non bastasse, l’arrivo in salita a Santa Maria in Calanca, che non è altro che la salita a Castaneda con l’aggiunta di altri 1800 metri al 9%. L’unica vera occasione per gli uomini veloci arriverà, forse, nella sesta tappa, la Chur – Neuhausen am Rheinfall di 187 km, che non presenta particolari asperità negli ultimi 110 km.
La resa dei conti tra i favoriti arriverà nelle ultime due tappe. La settima, la Neuhausen am Rheinfall – Emmetten di 207 km, presenta un finale davvero intenso, con le salite di Bürgenstock (5,5 km al 7,9%) a 18 km dall’arrivo, e poi quella finale di Emmetten (3,9 km all’8,1%) che scatenerà definitivamente la bagarre. Riproponendo un po’ quanto fatto lo scorso anno, la frazione conclusiva sarà una divertente cronoscalata, che potrebbe ribaltare completamente i verdetti avuti fino a quel momento. 10 km da Beckenried a Stockhütte: la salita comincerà dopo appena 500 metri dall’inizio della prova e misurerà 9,2 km con una pendenza media del 9%. Inutile sottolineare che sarà importante aver fatto un buon riscaldamento prima della crono, perché qui si può vincere o perdere il Giro di Svizzera.
I favoriti
Per il 2° posto dello scorso anno con due vittorie di tappa, ma soprattutto per il grande 2025 che sta vivendo, con successi finali a Giro dei Paesi Baschi e Giro di Romandia, João Almeida (UAE Team Emirates-XRG) parte col favore dei pronostici in questo Giro di Svizzera. Il portoghese vorrà senz’altro lasciare il segno prima di mettersi a disposizione di Tadej Pogačar al Tour de France, e per farlo potrà contare anche sul motivatissimo padrone di casa Jan Christen e su Jay Vine.
Dopo la rinuncia di Mattias Skjelmose per problemi allo stomaco, in piena preparazione per il Tour ci saranno Ben O’Connor (Jayco AlUla) e Felix Gall (Decathlon AG2R La Mondiale), senza dimenticare Oscar Onley (Picnic PostNL) e Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), con quest’ultimo abbastanza sottotono fino ad ora nel 2025.
Da non sottovalutare anche Harold Martin Lopez (XDS Astana), recente vincitore di Giro di Grecia e Giro di Ungheria, e poi Pello Bilbao (Bahrain Victorious), uscito da un Giro generoso ma non brillantissimo, e ancor Ilan Van Wilder (Soudal-QuickStep), Romain Grégoire (Groupama-FDJ), più per le tappe che per la classifica generale, Tao Geoghegan Hart (Lidl Trek), Matthew Riccitello, Joe Blackmore (Israel-PremierTech), Neilson Powless (EF Education-EasyPost) e magari anche Christian Scaroni (XDS Astana).
Tanti i cacciatori di tappa presenti, dalla temibile coppia Marc Hirschi e Julian Alaphilippe (Tudor) a Michael Matthews (Jayco AlUla) e Arnaud De Lie (Lotto), passando per Stefan Küng (Groupama-FDJ), Vincenzo Albanese (EF Education-EasyPost), Andrea Bagioli (Soudal-QuickStep) e Roger Adrià (Red Bull-Bora-hansgrohe).
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
