Giro d’Italia, sedicesima tappa tutta italiana (vince Scaroni). Roglic ritirato

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Scaroni e Fortunato, arrivo in parata

SAN VALENTINO BRENTONICO – L’agognata vittoria italiana al Giro d’Italia, esattamente come nel 2017, arriva nella tappa numero 16. Ad aprire la terza settimana è un podio tutto italiano nella Piazzola sul Brenta – San Valentino Brentonico (203 chilometri) con l’arrivo in parata della XDS Astana: Christian Scaroni 1° e Lorenzo Fortunato 2° con 3° posto per Giulio Pellizzari, neo-capitano della Red Bull Bora dopo l’uscita di scena di Primoz Roglic: dopo una caduto ha dovuto abbandonare la corsa.

Esce dalle lotte per la generale l’altro favorito della vigilia Juan Ayuso, che lascia ufficialmente il ruolo di capitano della UAE nelle mani di Isaac Del Toro. A sua volta, tuttavia, il messicano paga tanto sulle rampe conclusive ma resta in rosa con circa mezzo minuto su Simon Yates e Richard Carapaz. In casa Bahrain Victorious, Damiano Caruso incrementa il gap sul teorico capitano Antonio Tiberi.

CRONACA

Piove a dirotto sul falsopiano iniziale che omaggia Sandrigo (casa di una storica società e di Pippo Pozzato) e Piovene Rocchette, casa dei due italiani della Jayco AlUla Zana e De Pretto, ma anche Zanè, sede della Faizanè di patron Martino Dal Santo, nell’ammiraglia dei Reverberi per l’occasione. Partono in 167 a causa dei ritiri dei velocisti Fretin e Magnier durante il riposo. Al km 13 vanno via in 7, che diventano 6 quando Joshua Tarling scivola sull’asfalto bagnato in una rotonda ed è costretto al ritiro dopo aver sbattuto il fianco sinistro sul guard-rail.

Scivolata anche in gruppo, con Gianmarco Garofoli che per fortuna non riporta gravi conseguenze e può proseguire. Al km 60 riescono a evadere altri 18 corridori, che in cima alla salita di Carbonare si ricongiungono agli attaccanti della prima ora e formano una fuga a 24: Darren Rafferty (Education First) Pello Bilbao (Bahrain Victorious) Simone Petilli (Intermarché Wanty) Gijs Leemreize (Picnic PostNL) Wout Van Aert (Visma Lease a Bike) Felix Engelhardt (Jayco AlUla) Xabier Azparren (Q36.5) Simon Guglielmi (Arkea B&B) Yannis Voisard (Tudor) Josef Cerny (Soudal Quick-Step) Dries De Bondt (Decathlon Ag2r) Kim Heiduk (Ineos) Sylvain Moniquet (Cofidis) Jefferson Cepeda e Jon Barrenetxea (Movistar) Lorenzo Germani e David Gaudu (Groupama FDJ) Luca Covili e Alessio Martinelli (VF Bardiani Csf Faizanè) i fratelli Davide e Mattia Bais (Polti VisitMalta) Fausto Masnada, Christian Scaroni e la quasi aritmetica maglia azzurra Lorenzo Fortunato (XDS Astana).

Il valtellinese Martinelli cade in discesa mentre si trova in testa al drappello e finisce in un mini-dirupo tra le piante: pienamente cosciente, viene portato in ospedale e fortunatamente se la cava senza fratture. Sono quindi in 23 ad affrontare al comando le successive asperità, con un margine ampiamente sopra i cinque minuti mai visto finora per le fughe, e all’inizio del “mezzo Bondone” al km 106 cadono Richard Carapaz e Primoz Roglic: se l’ecuadoriano della Education First, in gran forma, si rimette in sella senza problemi, per lo sloveno della Red Bull Bora, sulla cui prosecuzione del Giro c’erano dubbi già ieri nel riposo, questo è il colpo di grazia. Uno dei grandi favoriti della vigilia deve abbandonare. Mentre Carapaz rientra nel plotone insieme a Juan Ayuso, attardatosi in seguito a una sosta fisiologica, cadono senza conseguenze Carlos Verona (vincitore di Asiago) ed Egan Bernal.

Nel frattempo smette di piovere e il sole riscalda gli atleti. Il sollievo però è relativo, perché a farli soffrire ci pensano le altimetrie da tappone. A fare l’andatura è la UAE, con un sontuoso Filippo Baroncini, e davanti è la XDS Astana in superiorità numerica, con un altrettanto sontuoso Fausto Masnada. Il banco inizia a saltare, o quantomeno a sgambettare, sul passo di Santa Barbara quando il “fugone” si dimezza e in coda va in crisi nera Ayuso, allora prova la Tudor con Michael Storer, ben lanciato da Florian Stork e seguito da Max Poole della Picnic PostNL. Nella picchiata post-scollinamento, i due contrattaccanti vengono riacciuffati ma davanti è Yannis Voisard a confermare l’attitudine offensiva del team di Cancellara: allunga sui sei compagni d’avventura superstiti a 23 km dal traguardo e azzanna i 18 km finali al 7% del Monte Baldo con mezzo minuto di vantaggio.

La corsa esplode qui, con le classiche due gare in una. In cima, attorno ai -10 dalla vetta, il trio Cepeda-Scaroni-Fortunato si sgancia e va a scavalcare di netto Voisard, e lì va subito in scena il perfetto gioco di squadra dei portacolori Astana: Fortunato stuzzica Cepeda e lo lavora ai fianchi, Scaroni va via da solo e viene raggiunto da Fortunato solo quando l’ecuadoriano della Movistar (cugino dell’omonimo della EF) chiaramente non ce la fa più. Sulla linea è Scaroni a passare con lo pneumatico leggermente davanti a quello del compagno: un successo meritato per il 27enne dorsale 228, in fondo alla startlist ma primo quest’oggi, già sul podio di Asiago l’altroieri, il cui bell’avvio stagionale era stato interrotto dall’infortunio rimediato alla Strade Bianche.

Alle loro spalle infuria la metaforica tempesta e fioccano nuove sorprese. In parallelo con l’azione di Scaroni, Giulio Pellizzari stacca gli altri big e piano piano sorpassa gli ex fuggiaschi per guadagnarsi la terza posizione e fare il suo ingresso nella top-10 assoluta. Dietro lo imitano un brillantissimo Carapaz, che offre una sorta di deja-vu di Castelnovo ne’ Monti, e il solido Derek Gee. Prova come sempre Del Toro a chiudere ogni iniziativa, tuttavia ai -3500 metri la sua pedalata perde di smalto e viene superato sia da Simon Yates e Michael Storer che da Egan Bernal e Damiano Caruso. Il veterano di Sicilia ha avuto il definitivo via libera poiché a Tiberi si è accesa la spia della riserva.

Gregari di lusso che calano nella generale, grossi nomi che scendono anch’essi e molti che invece risalgono (qualcuno scambiandosi di posto) e mescolanza all’arrivo di uomini classifica ed ex fuggitivi. Pronostici che vanno gambe all’aria e l’impressione che lo spettacolo sia appena cominciato. Domani il tragitto sarà una cinquantina di chilometri in meno, ma si va su a Bormio passando dal Mortirolo…

ORDINE D’ARRIVO

1 Scaroni Christian XDS Astana Team 05:35:05

2 Fortunato Lorenzo XDS Astana Team + 00

3 Pellizzari Giulio Red Bull-BORA-hansgrohe + 55

4 Carapaz Richard EF Education-EasyPost + 01:10

5 Gee Derek Israel-Premier Tech + 01:23

6 Cepeda Jefferson Movistar Team + 01:43

7 Storer Michael Tudor Pro Cycling Team + 01:52

8 Yates Simon Team Visma | Lease a Bike + 01:52

9 Leemreize Gijs Team Picnic PostNL + 02:19

10 Voisard Yannis Tudor Pro Cycling Team + 02:31

CLASSIFICA GENERALE

1 del Toro Isaac UAE Team Emirates-XRG 61:31:56

2 Yates Simon Team Visma | Lease a Bike + 26

3 Carapaz Richard EF Education-EasyPost + 31

4 Gee Derek Israel-Premier Tech + 01:31

5 Caruso Damiano Bahrain Victorious + 02:40

6 Bernal Egan INEOS Grenadiers + 03:23

7 Storer Michael Tudor Pro Cycling Team + 03:31

8 Tiberi Antonio Bahrain Victorious + 04:07

9 Pellizzari Giulio Red Bull-BORA-hansgrohe + 04:36

10 Yates Adam UAE Team Emirates-XRG + 05:08

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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