GORLA MAGGIORE – «Mio figlio di 7 anni è stato cacciato dall’oratorio ed emarginato solo perché è di religione musulmana». La denuncia di una madre di origine marocchina, che aveva iscritto il proprio bambino, nato a Busto Arsizio e residente a Gorla Maggiore, all’oratorio di settembre della parrocchia del paese, una sorta di centro estivo sostenuto dal Comune. «Il parroco ci ha detto che non accetta più bambini musulmani – protesta la donna – mio figlio ci è rimasto male perché tutti i suoi amici erano all’oratorio, e lui invece ha dovuto passare a casa questi giorni prima di iniziare la scuola».
Il caso
L’episodio risale allo scorso lunedì 1° settembre, quando la donna, residente a Gorla Maggiore, ha portato il figlio di 7 anni all’oratorio per il primo giorno della “sessione” di settembre. «Lo avevo regolarmente iscritto sul portale e lui si è presentato con il suo zainetto, contento di rivedere i suoi amici – racconta la madre – non avrei mai potuto immaginare che ci sarebbe stato negato l’accesso. Il parroco ha tirato in ballo un articolo di giornale di qualche settimana prima in cui alcune mamme di religione musulmana raccontavano che, durante l’oratorio estivo, aveva impedito ai nostri ragazzi di uscire prima del momento di preghiera in chiesa. Noi chiedevano solo di poter andare a prendere i nostri figli alle 16.45 invece che alle 17.30 ma il parroco ce lo aveva negato così ci eravamo adeguati, ma adesso ha deciso che non avrebbe più accettato in oratorio i bambini di religione musulmana».
La protesta
Essendo l’unico bambino iscritto di religione musulmana all’oratorio di settembre, il figlio della donna ha “pagato” per tutti ed è stato escluso. Ma la madre non ci sta, ed è andata anche dai Carabinieri per denunciare la discriminazione subita. «Una specie di castigo nei confronti dei musulmani – lo definisce – ci ha cacciato dall’oratorio umiliando mio figlio davanti a tutti. Lui ci è rimasto male e ha dovuto passare due settimane a casa, lontano dai suoi amici: è nato qua, dove altro può andare se non all’oratorio?». Ora è ricominciata la scuola e il problema è superato, ma le mamme musulmane non vogliono stare in silenzio. Abbiamo ripetutamente provato a contattare il parroco di Gorla Maggiore, don Valentino Viganò, senza ricevere risposta: siamo ovviamente pronti ad ospitare anche la sua versione dei fatti, se vorrà.
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