Guerra, governo e futuro del Pd nell’intervento di Bonaccini a Castelletto

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Stefano Bonaccini alla Festa dell'Unità di Castelletto Ticino

CASTELLETTO TICINO – L’improvvisa escalation del conflitto nel Medio Oriente, che rischia di mettere in pericolo la pace e la sicurezza in tutto il mondo, sullo sfondo delle questioni più strettamente “nazionali” con il lavoro per costruire l’alternativa al governo di centrodestra e a Giorgia Meloni. I temi di stretta attualità sono stati la trama dell’intervento con cui Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico ha chiuso ieri sera, 22 giugno, a Castelletto Ticino la festa provinciale dell’Unità.

Soffermandosi in particolare sulla situazione internazionale dopo l’attacco ai danni dell’Iran e sulla posizione dell’Italia, Bonaccini ha detto, tra l’altro, che “bene ha fatto Schlein a chiamare oggi Meloni. Questo vuol dire avere cultura di governo a prescindere da quale ruolo si riveste temporaneamente”. “Il senso della telefonata tra Schlein e Meloni – ha aggiunto – è chiaro: dire al governo italiano che se si impegna a non fornire nessun militare” e a non partecipare alle operazioni militari “con le basi che sono presenti nel nostro paese, noi siamo disponibili a sostenere l’opzione del governo italiano”.

Parlando delle prospettive del centro sinistra, il presidente del Pd ha ribadito il valore dell’unità. “Non so cosa debba succedere nel mondo nel momento in cui contemporaneamente abbiamo Trump, Putin, Netanyahu, Orban, i neonazisti di Afd in Germania al 20%: io non so cosa debba succedere perché quelli che si dicono alternativi alle destre, in Italia non riescano a mettersi insieme. Se non lo faremo, allora vuol dire che gli interessi di una classe dirigente sono più importanti degli interessi di un paese che dovresti rappresentare”. E sempre guardando al futuro del Pd, Bonaccini, a sorpresa, ha annunciato: “Se non ci sarà una nuova legge elettorale che prevede le preferenze, io farò una battaglia perché le nostre candidature siano scelte con le primarie”.

La serata con l’ex governatore dell’Emilia Romagna ha chiuso la tre giorni dei Dem novaresi sotto il titolo “Trasformazioni – Il futuro abita qui” – che come nella migliore tradizione ha intrecciato dibattiti, politica, con la presenza di ospiti di rilievo, buona cucina, musica dal vivo e convivialità.

La serata di apertura, introdotta dal segretario provinciale Rossano Pirovano ha visto la deputata Simona Malpezzi e il senatore Federico Fornaro riflettere sullo stato della democrazia italiana e sul ruolo dei cittadini nella tutela delle istituzioni.

Molto denso il programma di sabato, che ha dovuto anche fare i conti con i temporali del pomeriggio. In mattinata un confronto tutto al femminile su lavoro, diritti, organizzazione e partecipazione. Coordinate da Sara Paladini, consigliera provinciale del Pd a Novara sono intervenute Benedetta Bazzoni, sperta di sviluppo organizzativo, Chiara Corbellini, segretaria Confederale CGIL Novara VCO; Elena Ugazio, segretaria Generale CISL Piemonte orientale e Maria Luisa Mauceri del Coordinamento P.O. UIL Novara VCO. Nel pomeriggio, in un dibattito organizzato dai Giovani Democratrici, Rachele Scarpa parlamentare del Pd e Paolo Romano, consigliere regionale in Lombardia si sono confrontati sul tema dell’immigrazione tra diritti, legalità e umanità. Uno sguardo sulle priorità del Partito democratico a tutti i livelli, con temi come il salario minimo e l’orario di lavoro, la pace e l’assetto europeo, la sanità è stato quello portato da Chiara Braga, capogruppo del Pd a Montecitorio, dall’eurodeputato PierFrancesco Maran, e dal segretario regionale del Pd Domenico Rossi. “E’ importante – ha detto Rossi – per il territorio mantenere un rapporto con il livello nazionale e europeo perché le sfide di oggi sono sempre più interconnesse

Il Piemonte – ha aggiunto – ha il record per crescita negativa, il record per cassa integrazione, una sanità in sempre maggiore affanno, ma ci troviamo a dover contrastare la narrazione del cosiddetto ‘modello Piemonte’ che però non riesce a nascondere la distanza tra propaganda e realtà. A noi il compito di trovare il nesso tra le cose che non vanno e le responsabilità di chi sta governando”.

Ettore Colli Vignarelli

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