BUSTO ARSIZIO – Ha lasciato l’Italia a dieci anni per seguire la passione della danza classica e ora, che di anni ne ha 30, corona il sogno di esibirsi nella sua Busto Arsizio, in un galà internazionale di danza di cui è direttore artistico. Marco Palamone, bustocco, di professione ballerino in Germania al Theater Plauen di Zwickau, la città della Trabant nell’ex DDR, ha già vinto la sua scommessa: il galà, in programma sabato 20 settembre al teatro Sociale, è andato “sold out” in meno di dieci giorni. Una rivincita, per Marco. «Ho sofferto tanto bullismo nel passaggio dalla ginnastica alla danza classica» rivela, a vent’anni di distanza.
Storia di speranza
«Come Billy Elliot» sintetizza papà Gianfranco Palamone, che a Busto Arsizio fa il medico di base. «Era stato tagliato fuori – rivela – ricordo ancora una festa di compleanno a cui non era stato invitato». I soliti, inaccettabili, pregiudizi che toccano chi fa scelte fuori dall’ordinario. «A scuola mi obbligavano a giocare a calcio – racconta Marco – e mi dicevano che con la danza non avrei combinato niente nella vita». La sua è «una storia di speranza, e di civiltà», come la definisce l’assessore alla cultura Manuela Maffioli, che con l’amministrazione ha patrocinato l’evento, realizzato in collaborazione con la scuola di danza Aretè di Busto Arsizio. «Ci aiuta ad arricchire l’offerta culturale con una disciplina che apre il palcoscenico a una nuova dimensione culturale ma anche per questa sinergia speciale tra la tecnica e il talento di Marco e un vivaio di talenti come Aretè».
Chi è
Dopo aver iniziato come ginnasta alla Pro Patria Bustese, Marco Palamone ha iniziato a fare danza classica alla scuola Happy Dance di Inveruno con la maestra Irina Pana, poi a dieci anni ha avuto la grande opportunità di una borsa di studio alla prestigiosa Elmhurst Ballet School di Birmingham, associata con il Birmingham Royal Ballet di Re Carlo e della Regina Camilla, per i quali si è esibito. Grazie ad una borsa di studio dietro l’altra – «sempre per merito e per comportamento» sottolinea il padre – si è formato alla English National Ballet School di Londra, esibendosi alla pre-apertura delle Olimpiadi di Londra 2012 sotto la direzione del celebre coreografo Wayne McGregor, e poi ha fatto carriera tra la Romania, l’Australia e la Francia, fino ad approdare in Germania. Dove il mese prossimo inizierà il corso da direttore artistico e manager alla “Palucca” di Dresda, appena eletta come miglior università europea per la danza.
Il cast
Ma la possibilità di esibirsi nella sua città «è un sogno che realizza», come sottolinea papà Gianfranco. Ad aiutarlo nell’organizzazione della serata c’è in primis la sua famiglia – papà Gianfranco e la mamma Ornella Giani con i fratelli Nicolina, Stefano ed Elena (che presenterà il galà) – che lo ha sempre sostenuto facendo sacrifici per consentire a Marco di inseguire la sua passione. Con lui, che sarà insieme a Sofia Iseppato e Sofia Borgo del suo teatro di Zwickau, sul palco del Sociale saliranno ballerini di fama internazionale: Alice Bellini e Lorenzo Trosello dell’English National Ballet, Ada Gonzalez e Stefano Nappo dell’Opera Nationala Bucuresti, Oscar Ward e Soojeong Choi del Leipziger Ballet, Giulia Neri del teatro di Palermo, Liam Meier della Palucca di Dresda, Adonis Corveas del teatro di Kiel e Virginia Borraro, già ad Amici di Maria De Filippi. In attesa di conferma altri artisti, tra cui il gallaratese Mattia Santini. Amici con cui ha condiviso la carriera, che si esibiranno senza cachet, anche se su GoFundMe c’è un crowdfunding per sostenere lo spettacolo che ha già raccolto più di 300o euro.
Il messaggio
«Non sono Roberto Bolle né un grande nome – ammette il ballerino bustocco – ma nel mio piccolo ho fatto carriera e conosciuto grandi ballerini. È molto difficile fare il ballerino, è una carriera bella ma stancante, che non dà un grande ritorno economico. Voglio che tra i giovani passi il messaggio che con la danza classica si può vivere, è un lavoro». Il successo del galà è stato inaspettato: 640 posti tutti esauriti (con “waiting list” alla mail prenotazioni@comune.bustoarsizio.va.it), e sono arrivate prenotazioni da Roma, dal Sud Italia, persino dalla Germania e dall’Inghilterra. «Non so se è grande palcoscenico per lui che è abituato a girare il mondo, ma per noi lo è – sostiene il sindaco Emanuele Antonelli – speriamo che sia un’opportunità anche per le scuole del territorio, che possa invogliare i ragazzi a compiere questo percorso. E magari in futuro ci aiuterà a organizzare qualcosa a Busto Arsizio nell’ambito della danza». E per Aretè, la scuola di Elisabetta Seratoni che ha più di 100 ballerini, sarà l’occasione per festeggiare i vent’anni di attività. In grande stile.
A Busto l’inclusione va a passo di danza. Aretè sul palco per Diana OdV e Pollicino

