Il Fast Cross parla ancora francese, spettacolo ad Arsago. Fontana: «Clima da Olimpiadi»

ARSAGO SEPRIO – È ancora la Francia a dominare il Fast Cross by night, giunto al terzo capitolo della “nuova era”: quest’anno tocca a Maxime Desprey, su Yamaha, che si lascia alle spalle il vincitore della passata edizione Cedric Soubeyras (in sella a una Kawasaki) e si aggiudica il main event “Kings of Fastcross”. Terzo l’altro transalpino Christophe Pourcel (Kawasaki). Per Desprey è un trionfo su tutta la linea, visto che aveva vinto anche la 1vs1 fast challenge in finale sull’americano Vince Friese (sulla Stark elettrica) e la nuova “Superpole” davanti allo stesso Pourcel e al tedesco-taiwanese Brian Hsu (Honda).

Il parterre e il popolo del FastCross

In migliaia tra gli spalti e la collina del crossdromo “Paolo De Maria” per applaudire i campioni di oggi e quelli di ieri. «Con questi grandi eventi siamo già in clima da Olimpiadi» rivela il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, ospite in apertura di manifestazione insieme al consigliere regionale varesino Emanuele Monti, al sindaco di Arsago Seprio Claudio Montagnoli e al presidente della Federmoto Lombardia Ivan Bidorini.

Ad aprire le danze in pista con un giro d’onore erano stati i miti degli anni d’oro, Damon Bradshaw (vincitore nell’89), Tim Ferry (qui con il figlio Evan in gara) e Bader Manneh (vincitore nel ’91), ma erano presenti anche i miti italiani il varesino Max Manzo, il grande Alex Puzar – non ha mai vinto ad Arsago, «le whoops mi penalizzavano ma ho grandi ricordi», ma è convinto che «il Fast Cross tornerà come prima» – e il sempre in attività Tony Cairoli, quest’ultimo però non in sella. «Sono due anni che gli faccio la corte – ammette il patron Fabio Tognella – prima o poi arriva…».

Damon Bradshaw (al centro) con Tim Ferry e Bader Manneh

Le sfide

C’erano diverse sfide nelle sfide sul tracciato di via Gabriele D’Annunzio. Quella di sempre, dagli albori del Fast Cross, tra Europa e USA, che ha visto il vecchio continente trionfare, ma anche quella tra le moto a benzina e quelle elettriche, con i tradizionali motori endotermici che hanno surclassato le nuovissime Stark “full electric” portate in pista dagli americani. E che hanno fatto storcere il naso tanti appassionati delle due ruote tassellate: «Troppo silenziose, noi vogliamo il rombo». Italiani un po’ in ombra, con il vincitore del 2023 Filippo Zonta che ha combattuto come un leone per tenere testa ai migliori e si è piazzato sesto nel “main event”, mentre il guerriero italo-belga David Philippaerts si è tolto la soddisfazione di qualificarsi alla finale con un secondo posto nella “manche” di ripescaggio.

Alex Puzar (a sinistra) e Tony Cairoli (a destra)

Spettacolo in pista

Lo spettacolo non è mancato. Da antologia il sorpasso con cui Maxime Desprey ha “infilato” Soubeyras prima di prendere il largo e conquistare il titolo di “King of Fast Cross”, quasi un passaggio di consegne con il connazionale che aveva vinto un anno fa. Ma il pubblico ha vibrato anche per le tiratissime “heat” di qualificazione e per l’appassionante novità della “Superpole” per il miglior tempo sul giro lanciato. Tra gli altri risultati, nella mini-challenge delle 85 di cilindrata, gradino più alto del podio per Pietro Riganti, che succede al fratello Edoardo Riganti, vincitore nel 2024 nella stessa categoria. E allora, appuntamento alla prossima edizione: l’imponente macchina dell’organizzazione, con tantissimi volontari e una grande squadra di partner e sostenitori del territorio – a partire dal main sponsor Aviometal – ha funzionato alla perfezione. Proprio come ai tempi d’oro.

La star Bradshaw lancia il Fast Cross di Arsago. Più spettacolo con la Superpole

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