BUSTO ARSIZIO – Al Piccolo Principe le cose importanti non succedono mai da sole. Succedono perché qualcuno chiama, qualcuno risponde, qualcuno torna. È così ogni anno, ma questa volta c’è stato un segnale in più: una maglia nuova, arrivata dal laboratorio di @Manetta, ancora piegata, ancora senza sudore addosso. Qualcuno l’ha appoggiata sul tavolo e ha detto: «Quest’anno saremo tanti». Non immaginava quanti.
Sold out
Nel giro di poche ore le venticinque staffette disponibili sono andate esaurite, una dopo l’altra, senza nemmeno il tempo di fare una lista. E quando sembrava che fosse finita lì, ne sono arrivate altre quattro dal marketplace, recuperate al volo come si fa con le occasioni che non vuoi lasciarti scappare. È da quel movimento spontaneo, quasi istintivo, che è iniziata davvero la Milano Marathon 2026 del Piccolo Principe: non da un numero (29 squadre, 116 atleti. Quanti? Tanti…), ma da una rete di persone che si è messa in moto prima ancora che qualcuno glielo chiedesse.
Il Piccolo Principe corre con i suoi runner
Dentro questo slancio trova spazio una storia che non cerca riflettori ma dà senso a tutto il resto: Edi, un ragazzo accolto dall’associazione che correrà con la maglia del Piccolo Principe. Non è la prima volta: nel 2018 fu Luca ad aprire quella strada. La presenza di Edi non è un titolo, non è un annuncio, non è un “caso”: è la conferma che lo sport può diventare un pezzo di un percorso educativo, un luogo in cui misurarsi, trovare un ritmo, sentirsi parte di qualcosa.
«Dietro ogni pettorale c’è una storia» ricorda Emanuela Crippa, coordinatrice delle staffette. «Vederne ventinove significa vedere ventinove fili che si intrecciano, 116 storie da raccontare. E la presenza di Edi ci ricorda perché lo facciamo».
Maratoneti
Solo dopo questa traiettoria umana si inserisce la novità sportiva dell’anno: due maratoneti, Michela e Igor, che affiancheranno le staffette lungo i 42 chilometri. Non è un gesto simbolico, ma l’estensione naturale di un progetto che si è allargato senza perdere coerenza. La maratona diventa così un tassello in più, non un’altra storia: un modo diverso di stare dentro lo stesso movimento.
I sostenitori
Attorno a queste storie si muove un insieme di realtà che non si limita a sostenere, ma accompagna. UBS, main sponsor, porta sedici atleti e un supporto strutturale. Liebherr e O-I Italy confermano una presenza ormai stabile. PT Room segue gli atleti nella preparazione. Le maglie, come detto, arrivano da @Manetta, il laboratorio che offre opportunità lavorative e formative a persone detenute: un dettaglio che racconta più di molte parole la direzione culturale del progetto.
Il mondo sportivo bustocco, come sempre, non resta a guardare. Bumbasina Run, Atletica San Marco e Unknown Running Team saranno al via con il Piccolo Principe, trasformando la maratona in un gesto collettivo che unisce associazioni, volontari, aziende e cittadini.
La raccolta fondi non si ferma
Accanto alla corsa prosegue la raccolta fondi sulla Rete del Dono, dedicata al progetto “R Estate con noi”, che quest’anno si arricchisce della collaborazione con il CAI per attività estive all’aria aperta, esperienze in natura e percorsi educativi pensati per favorire autonomia, relazione e scoperta. Ogni contributo è detraibile o deducibile e rappresenta un tassello concreto per sostenere i bambini e gli adolescenti accolti nelle strutture della onlus.
Il Piccolo Principe correrà a Milano, ma la sua forza continuerà a nascere da Busto: da chi crede che lo sport possa essere un linguaggio educativo, un ponte tra generazioni, un modo per dire che crescere è un verbo che si coniuga insieme.
